Le interviste di Gianvito Mentalista: Felice Tagliaferri (scultore cieco)

LE INTERVISTE DI GIANVITO, MENTALISTA

prendono vita a Genova, il 24 ottobre 2019 con un incontro meravigliosamente unico con una persona speciale, Felice Tagliaferri, scultore cieco andato alla ribalta per aver riprodotto il Cristo Velato.

LO SCULTORE CIECO

Incontro Felice Tagliaferri a Genova, il 24 Ottobre, dove vengo chiamato per la Convention Nazionale Acmi (Diamo credito a Genova) con il mio spettacolo di mentalismo motivazionale “Vedo, sento, parlo, magic azioni per sorridere alla vita”.

Felice  racconta il suo percorso artistico, che inizia a 25 anni.

A 14 anni perde la vista e come dice lui, diventa un adolescente incazzato con il mondo.

Lo incontro in compagnia del suo cane guida, un bellissimo Golden Retrivier di nome Freedoom.

Nel 2008 Felice si trova a Napoli per una sua mostra, decide di andare “a vedere” il Cristo Velato.

Paga 5 euro il biglietto ed essendo il tatto, l’unica senso che Felice  può utilizzare per capire l’opera, gli viene negata la possibilità di toccare il Cristo velato.

Felice è dell’opinione, che io condivido, che l’arte è patrimonio del mondo.

Visto che nel mondo ci sono 35 milioni di non vedenti, l’arte diventa un patrimonio di una piccola  fetta di mondo.

Esce molto arrabbiato da quel non incontro.

Contatta il museo Omero,  il museo tattile statale con il quale collabora da diversi anni.

Acquista un blocco di marmo di 4 tonnellate.

Si fa descrivere l’opera del Cristo velato cm per cm.

Come lui afferma, chi vede guarda l’insieme poi si ferma al dettaglio, chi non vede riconosce l’insieme partendo dal dettaglio.

Crea un piccolo bozzetto in creta e nell’arco di due anni realizza il Cristo Ri-velato che fino ad oggi è stato toccato da più di 500.000 persone.

Intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

Percorso artistico e umano dell’artista

Un esperimento di Mentalismo a Felice Tagliaferri

Il cristo Ri-velato viene  benedetto dal Papa.

Attualmente è esposto a Bertinoro,  in provincia di Forlì (Cesena) in una scuola elementare.

A Marzo l’opera si sposterà  a Pisa per un mese e da fine Aprile sarà a Parma a 2020, città della cultura.

Come tutte le sculture, dice Felice Tagliaferri, guardare un’opera percepisci il 50%.

La scultura va toccata, perchè sotto il velo c’è un corpo e attraverso l’esperienza tattile puoi capire la bellezza dell’opera.

Intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

Il percorso artistico e umano dell’artista

La  fortuna di Felice è nella sua passione per il Judo.

Quando a 14 anni perde la vista la disciplina del Judo lo aiuta ad affrontare la nuova vita con lo spirito da guerriero.

A 25 anni, incontra  uno scultore docente dell’Accademia di Brera.

Felice frequenta i suoi corsi per comprendere come un non vedente possa scolpire.

Dopo il corso capisce che poteva dar forma alle sue immagini interiori.

Prende per il bavero il docente e per due anni gli chiede di entrare in bottega.

Da li inizia la nuova vita di Felice Tagliaferri.

L’intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

La presentazione di alcune sue opere

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2019-11-12T06:46:31+00:00

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