MILANO DIGITAL WEEK: Gianvito intervista…

MILANO DIGITAL WEEK

Uno di quegli eventi che quest’anno, causa Covid19, è diventato virtuale.

Nonostante questo, gli organizzatori non hanno ceduto e  in meno di un mese  hanno messo su un programma in poco più di un mese, destinato a palati sopraffini.

Io sono stato invitato da Annalisa Modotto alla Milano Digital Week per intervistare e moderare due momenti legati all’Educazione e al progresso.

MILANO DIGITAL WEEK:   L’EVENTO DIGITALE.

Il 28 Maggio dalle 20:45 fino alle 21:45

TAVOLA ROTONDA: “L’EDUCAZIONE AL PROGRESSO E ALLA COLLABORAZIONE

Ospiti della tavola rotonda: Valeria Cagnina e Francesco Baldassarre della OFpassiOn di Valeria Cagnina e Francesco Baldassarre, società che si occupa di educazione con la robotica e ClaudioCubito, Fondatore e CEO di GrowishPay

Parleremo di robotica educativa e capiremo come  questa materia, possa realmente aiutare le persone, senza alcun limite di età, a mettere a fuoco le proprie soft skills.

Claudio Cubito, CEO di GrowishPay è il secondo intervistato. Con la sua società ha introdotto un applicazione utilissima a tutti livelli, personali e professionali, per condividere le spese di gruppo, per il raggiungimento di un obiettivo legato ad una raccolta fondi e tanto altro.

La tecnologia che rende semplice la vita alle persone.

Le interconnessioni tra competenze diverse per dare dare via a nuove idee.

MILANO DIGITAL WEEK: L’EVENTO DIGITALE

Il 29 Maggio dalle ore 20:00 alle 21:00

INTERVISTA “ECONOMICAMENTE, L’EDUCAZIONE FINANZIARIA A SCUOLA”

Ospiti dell’intervista: Alma Foti  membro del Comitato esecutivo Anasf area Educazione finanziaria e Silvio Iacomino coordinatore Anasf della commissione per l’Educazione finanziaria sul territorio.

Siamo un popolo di educati finanziariamente o finanziariamente maleducati.

L’educazione finanziaria è una materia affascinante con poche regole basi.

Le stesse regole le puoi applicare ad ogni contesto per  raggiungere uno stato di serenità.

Ecco allora che in 10 anni, Anasf è riuscita ad introdurre nelle scuole superiori di II grado, incontri con i ragazzi per parlare di educazione finanziaria e su come sia possibile e necessario, imparare a capire il significato della parola risparmio.

Alle ore 21:45 del 29 Maggio
Una mia lecture dal testo di Cristiana Voglino “Aiutami a non avere paura”

Milano Digital week con HappyShare è un progetto che unisce il mondo artistico all’innovazione e al futuro.

Un luogo dove vivranno intersezioni e connessioni multidisciplinari con il mondo della : Cultura, robotica educativa, educazione finanziaria, spettacolo, arte, sport, social e tutti coloro che vivono la vita, fuori dagli schemi e abbracciano la tecnologia.

PARLARE IN PUBBLICO IL CORSO DI GIANVITO

CORSO PER PARLARE IN PUBBLICO DI GIANVITO

Public speaking, parlare in pubblico, l’arte oratoria che necessita di diversi strumenti, ognuno da utilizzare nei diversi contesti dove siamo chiamati ad intervenire. Prima di decidere di intraprendere un corso del genere, è necessario comprendere chi è il docente che terrà il suo corso.

Ogni docente ha una sua esperienza, un suo personale percorso che permette di portare in aula strategie e metodologie efficaci.

In questo video nei primi 2 minuti mi presento, mi sembra educato visto che forse non ci conosciamo.

Nei successivi 2 minuti ti racconto come io oggi immagino un corso per parlare in pubblico.

CORSO PER PARLARE IN PUBBLICO DI GIANVITO

La comunicazione parte non dalla bocca che parla, ma dall’orecchio che ascolta

Obiettivo del corso è creare un percorso di motivazione che ti aiuti a prendere coscienza dei codici linguistici per migliorare competenze legate alla:

Capacità di parlare in pubblico (da riunioni interne fino a platee di oltre 500 persone)

– Capacità di realizzare un’ottima presentazione con l’ausilio di supporti informatici (Key Note, PPT), con il corretto utilizzo di immagini, metafore, video, suoni e vissuti personali.

– Gestione della comunicazione sui social

– Realizzazione video

– La comunicazione attraverso Mail e News letter.

– Come scrivere, cosa scrivere, come ottenere un efficace feedback.

Oggi la comunicazione avviene al tempo di un battito di ciglia.

Ascoltiamo o sentiamo? Vediamo o guardiamo? Imparare a comunicare bene, migliora la qualità della vita, personale e professionale.

Prima di saper parlare in pubblico è necessario imparare ad ascoltare, con l’udito e con la vista per iniziare a comunicare con il mondo esterno, quello quotidiano.

Rimanere in ascolto ci permette di vedere la realtà per come essa è, per poi agire di conseguenza. Prima di parlare è fondamentale fermarsi pensare e agire, per mettere in atto la modalità corretta, gli strumenti linguistici appresi durante il corso.

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IL CORONA VIRUS SPIEGATO AI BAMBINI

IL CORONA VIRUS DA SPIEGARE AI BAMBINI :

Questo  morbo  si sta infiltrando nelle nostre vite modificando, , le nostre abitudini, quelle con i nostri familiari, con i nostri amici.

Abbiamo visto  modificare il nostro luogo del lavoro, trasformandolo sempre di più in smart working.

Sebbene alcuni cambiamenti di vita quotidiana possano esser visti positivamente, sono purtroppo  accompagnati da una bella dose di paura.

Una paura veicolata attraverso un sistema  di   comunicazione  mediatico talvolta  troppo aggressivo per il nostro debole cervello rettile.

Tra Febbraio e Marzo,  abbiamo assistito ad una comunicazione istituzionale dove sono state tralasciate informazioni che avrebbero tranquillizzato il nostro paese.

In sostanza abbiamo subito una comunicazione veicolata nella maniera sbagliata, troppo sensazionalistica.

In questo grande vortice dove noi adulti veniamo fagocitati, i più piccoli pagheranno le conseguenze delle nostre paure e delle nostre ansie.

Ne ho parlato con Filippo Chiadò Puli, Ceo e Fondatore della CircoWow Eventi, azienda leader nell’intrattenimento per le famiglia e le aziende.

Un professionista dell’intrattenimento, un attento studioso di tutti gli aspetti cognitivi, psicologici, educativi legati al gioco per imparare, per crescere, per stupirsi, comunicare ed educare a vivere nel  rispetto del  mondo in cui viviamo.

IL CORONA VIRUS SPIEGATO AI BAMBINI

I bambini sono spugne, ascoltano con l’udito e la vista e di   conseguenza  assorbono non solo le informazioni ma anche le nostre paure, i nostri disagi, le nostre ansie.

Dobbiamo  trasformare questo momento (che ci “costringe” piacevolmente a restare in casa), in uno spazio di leggerezza, spensieratezza, contatto e ascolto vero.

È necessario  riinventarci, giocare  per spiegare attraverso l’utilizzo del gioco, il Corona Virus nella maniera corretta.

Dunque è  dovere di noi genitori,   trasmettere tranquillità, facendo capire che l’adulto eroe, sta facendo tutto il possibile per tornare alla vita di prima.

Per farlo però ci vuole sacrificio, un poco di regole, e queste le possiamo spiegare proprio utilizzando il mezzo più potente che abbiamo a disposizione: la fantasia, l’immaginazione.

Possiamo trasformare la paura in una sana consapevolezza.

Buona visione

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IL MONDO DELLA DISABILITA: PERCEZIONE DELLA REALTÀ

IL MONDO DELLA DISABILITÀ: PERCEZIONE DELLA REALTÀ

Quando vediamo qualche cosa di diverso da noi, lo percepiamo sovente come un pericolo. Abbiamo sempre paura di quel che reputiamo diverso da noi.

Lo percepiamo come un ostacolo al nostro cammino, al nostro tempo che viene rallentato.

Insomma, vediamo la diversità come qualche cosa che ostacola il nostro cammino.

 Appena la incontriamo non la vediamo o al contrario mettiamo in atto il pietismo e di conseguenza non rispettiamo lo spazio vitale che è diritto di tuttidisabilita

IL MONDO DELLA DISABILITÀ: PERCEZIONE DELLA REALTÀ

Fino ad alcuni anni fa, la disabilità veniva vissuta all’interno della propria abitazione, si aveva paura del giudizio e del pregiudizio dei normodotati all’esterno.

Naturalmente, con il passare del  tempo, sono cambiate le regole del gioco.

I disabili hanno iniziato ad entrare con forza nel mondo del lavoro.

Sono state fatte leggi speciali per  tutelare i diritti della persona disabile, per ri-dare ad essa la giusta dignità.

Con le Olimpiadi degli ultimi 10 anni,  sono arrivate anche  paraolimpiadi.

Quel mondo rimasto troppo tempo sopito, nascosto, mascherato, è uscito fuori con forza.

Come diceva la Navratilova, la disabilità è solo una percezione sbagliata perchè finanche una persona potrà fare qualche cosa di utile, sarà sempre necessario a qualcuno.

IL MONDO DELLA DISABILITÀ: PERCEZIONE DELLA REALTÀ

E allora i disabili, con forza, si sono creati spazi nella società, hanno cambiato il modo di essere percepiti e accolti.

Molte barriere mentali dell’uomo normodotato, hanno però  continuato a creare una discriminazione senza tregua.

Il diverso mette paura!

Chi delibera leggi, regolamenti per il vivere comune, non pensa a quello stesse leggi applicate a chi ha delle difficoltà cognitive, fisiche, e mentali.

Come se i disabili non esistessero.

Oggi sul territorio ci sono diverse Onlus che operano per far si che queste barriere vengano eliminate.motiva

Il percorso è lungo, molto è stato fatto, molto ancora da fare.

I guerrieri, i genitori, i volontari, i disabili stessi, i coordinatori e gli operatori dei centri, non si arrendono.

È necessaria consapevolezza, un’azione gestita dal cuore, senza pietismo ma  attenzione, rispetto, ascolto e tanto altro.

In questa interessantissima intervista, Giovanni Ferrero, Direttore della CPD ONLUS di Torino, ci racconta il passato, il presente ed il futuro del mondo della disabilità.

La realtà è che c’è  ancora molto  da fare.

I  sogni e i progetti che sono in ballo e che presto, abbatteranno le barriere create dalla mente dei normodotati disabili sono in azione, per ridare giusta dignità a tutte le persone, senza distinzione di razza, cultura, provenienza di vivere, in una società accessibile a tutti.

disabilità

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Le interviste di Gianvito Mentalista: Felice Tagliaferri (scultore cieco)

LE INTERVISTE DI GIANVITO, MENTALISTA

prendono vita a Genova, il 24 ottobre 2019 con un incontro meravigliosamente unico con una persona speciale, Felice Tagliaferri, scultore cieco andato alla ribalta per aver riprodotto il Cristo Velato.

LO SCULTORE CIECO

Incontro Felice Tagliaferri a Genova, il 24 Ottobre, dove vengo chiamato per la Convention Nazionale Acmi (Diamo credito a Genova) con il mio spettacolo di mentalismo motivazionale “Vedo, sento, parlo, magic azioni per sorridere alla vita”.

Felice  racconta il suo percorso artistico, che inizia a 25 anni.

A 14 anni perde la vista e come dice lui, diventa un adolescente incazzato con il mondo.

Lo incontro in compagnia del suo cane guida, un bellissimo Golden Retrivier di nome Freedoom.

Nel 2008 Felice si trova a Napoli per una sua mostra, decide di andare “a vedere” il Cristo Velato.

Paga 5 euro il biglietto ed essendo il tatto, l’unica senso che Felice  può utilizzare per capire l’opera, gli viene negata la possibilità di toccare il Cristo velato.

Felice è dell’opinione, che io condivido, che l’arte è patrimonio del mondo.

Visto che nel mondo ci sono 35 milioni di non vedenti, l’arte diventa un patrimonio di una piccola  fetta di mondo.

Esce molto arrabbiato da quel non incontro.

Contatta il museo Omero,  il museo tattile statale con il quale collabora da diversi anni.

Acquista un blocco di marmo di 4 tonnellate.

Si fa descrivere l’opera del Cristo velato cm per cm.

Come lui afferma, chi vede guarda l’insieme poi si ferma al dettaglio, chi non vede riconosce l’insieme partendo dal dettaglio.

Crea un piccolo bozzetto in creta e nell’arco di due anni realizza il Cristo Ri-velato che fino ad oggi è stato toccato da più di 500.000 persone.

Intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

Percorso artistico e umano dell’artista

Un esperimento di Mentalismo a Felice Tagliaferri

Il cristo Ri-velato viene  benedetto dal Papa.

Attualmente è esposto a Bertinoro,  in provincia di Forlì (Cesena) in una scuola elementare.

A Marzo l’opera si sposterà  a Pisa per un mese e da fine Aprile sarà a Parma a 2020, città della cultura.

Come tutte le sculture, dice Felice Tagliaferri, guardare un’opera percepisci il 50%.

La scultura va toccata, perchè sotto il velo c’è un corpo e attraverso l’esperienza tattile puoi capire la bellezza dell’opera.

Intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

Il percorso artistico e umano dell’artista

La  fortuna di Felice è nella sua passione per il Judo.

Quando a 14 anni perde la vista la disciplina del Judo lo aiuta ad affrontare la nuova vita con lo spirito da guerriero.

A 25 anni, incontra  uno scultore docente dell’Accademia di Brera.

Felice frequenta i suoi corsi per comprendere come un non vedente possa scolpire.

Dopo il corso capisce che poteva dar forma alle sue immagini interiori.

Prende per il bavero il docente e per due anni gli chiede di entrare in bottega.

Da li inizia la nuova vita di Felice Tagliaferri.

L’intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

La presentazione di alcune sue opere

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Il mondo cambia se tu cambi

IL MONDO CAMBIA SE TU CAMBI

RIFLESSIONI DI VITA DI UN PRESTIGIATORE:

Mentre pianifico il mio lavoro, scrivo news letter, focalizzo la direzione, mi prendo ogni tanto dei minuti di pausa e guardo il mondo dalla mia finestra. Ci sono argomenti che lasciano basiti, che fanno riflettere: 1) La mamma che denuncia il figlio minorenne di possesso di stupefacenti e questo per la vergogna si suicida 2) Orge Gay con i soldi di Palazzo Chigi: Il direttore della UNAR, Spano, si dimette dopo il servizio delle Iene. La UNAR dovrebbe occuparsi di finanziare con i fondi pubblici  le associazioni culturali, peccato che alcune di esse facevano tutt’altro  con i soldi di noi contribuenti 3) Disabili dimenticati, Il problema dei disservizi per i disabili dove Piff si incazza con Miccichè, un altro di quei personaggi della politica Italiana sui quali ti fai mille domande e l’elenco è lungo, lunghissimo. mentalista illusionistaSi è perso il concetto di Res pubblica, del diritto di noi cittadini di essere tutelati da uno stato che invece, con grande arroganza, fa il comodo suo. Un Paese sano dovrebbe poggiare le sue fondamenta su cultura, sanità, famiglia e lavoro ed invece, al contrario, il tutto del nulla che avanza e arricchisce le tasche di pochi. Populismo? semplicistico? No, è tutto reale ma continuiamo a lamentarci senza fare nulla di concreto. Personalmente ho imparato che con il mio lavoro posso iniziare a far cambiare il pensiero delle persone, anche con piccoli messaggi, e se cambi il pensiero, se questo diventa riflessione, potresti cambiare anche l’atteggiamento delle persone.

mentalista illusionistaOgnuno dovrebbe farlo con la forza di un sorriso, di una parola gentile, con un’azione che non per forza si direziona nell’obiettivo di fottere il prossimo, magari, al contrario, di aiutarla e creare una sana intersezione. Il mondo cambia se tu cambi

Mentalismo e comunicazione

Il mondo è negli occhi di chi lo guarda

Uno spettacolo che racconta il presente con la leggerezza preziosa di chi sogna per cambiare.
90 minuti per uno Show unico nel suo genere dove gli spettatori diventano parte attiva di una trama che fa sorridere, che coinvolge, diverte e fa riflettere.

Mentalismo e comunicazione: Ascoltiamo o sentiamo? vediamo o guardiamo? siamo sicuri di fare liberamente le nostre scelte? Quali sono i fattori che ci inducono a scegliere a nostra insaputa, oggetti di cui non abbiamo bisogno?

Mentalismo e comunicazione : In che modo la comunicazione mediatica influisce sulle nostre paure o sulle nostre gioie e i nostri ricordi?

Mentalismo e comunicazione: Un viaggio nella mente che riceve continui stimoli visivi e audio dal mondo esterno, 24 h su 24.

Mentalismo e comunicazione: colori, suoni, loghi, immagini che agiscono sul nostro inconscio e inconsapevolmente ci portano a decisioni di cui spesso potremmo fare a meno, leve psicologiche che giocano sui nostri istinti ancestrali, i nostri bisogni urlati e mai esauditi.

Mentalismo e comunicazione per  miscelare le passioni per la Magia, la poesia, la musica, e le tecniche di mentalismo per creare  uno spettacolo che aiuti per comprendere come talvolta i problemi ce li creiamo noi stessi che ci ritroviamo incapaci a trovare  soluzioni alternative lipitor price.

Basterebbe avere più fiducia in se stessi e verso il prossimo, prestare attenzione a quello che ci viene comunicato e come ci viene comunicato per fare scelte consapevoli:

Basterebbe coltivare i propri sogni e avere memoria per non dimenticare chi, prima di noi ha lottato per cambiare questo paese ed ecco che allora tutto può accadere a partire dal lasciarsi andare, a rilassare tutti i muscoli del corpo, lasciare libera la mente di fluire nei ricordi piacevoli, abbandonando per un attimo le tristezze della quotidianità e trasformare in veri miracoli quello che fino a ieri consideravamo delle banali coincidenze.

Mentalismo e comunicazione: Un viaggio alla scoperta del proprio intuito, alle risposte nel cercare la differenza tra Destino o libero arbitrio, nel domandarsi se pochi anni prima avessimo preso una scelta diversa, come ora sarebbe diversa la nostra vita.

Infotainer: traghettatore di pensieri positivi per le aziende

“Il mondo è negli occhi di chi guarda e nel cervello di chi interpreta”.

Infotainer: molti sono i clienti, aziende e privati, che decidono l’inserimento di un momento particolare all’interno del proprio evento. Questo momento dovrebbe inizialmente creare un momento apparentemente ludico poi  sul proseguire della serata, dovrebbe stimolare la platea alla riflessione sui contenuti elaborati durante la giornata lavorativa fatta di incontri, condivisioni di idee, lavori di gruppo e tanto altro.
Diversi sono gli approcci che le aziende leader sul mercato di Team Building e Coaching offrono sul piatto d’argento ai loro clienti.

Pochi sono coloro che adottano le tecniche di comunicazione miscelate sapientemente con quelle del pensiero magico che si cela nel mondo dell’illusionista e del mentalista, per creare e offrire uno spettacolo personalizzato, confezionato ad Hoc.

L’obiettivo? suscitare una forte emozione,  stimolare la fantasia e l’approccio alla vita quotidiana con una buona dose di ottimismo e pensiero positivo.

L’infotainer sul palco si addentra in un apparente caos fatto di parole, intuito, letture delle emozioni e traghetta lo spettatore accompagnandolo per mano, facendosi aiutare per sciogliere insieme i nodi del nostro cervello.
Ha un approccio al problema del tipo risolutivo e sostanzialmente pro attivo per la ricerca di una soluzione, perché per il mago ogni problema è una opportunità, non esiste la parola impossibile.
Impossibile è una parola che nasce nella mente della persona che si convince dell’impossibilità di soluzioni alternative che escano fuori dal proprio e personale sistema di apprendimento che l’inconscio ha clusterizzato nel tempo.
L’artista lavora in un apparente caos dove traghetta i suoi spettatori al fine di dimostrare che quel caos può essere plasmato a proprio piacimento per raggiungere obiettivi inaspettati.
Dobbiamo solo ascoltare, connetterci, giocare, affinare i sensi che ci mettono in contatto con il mondo esterno.

Tutto si rivelerà per quello che è. “Nulla è come appare, tutto è come sembra” sussurrava un grande Slydini, perchè alla fine non vediamo le cose per come sono ma per come siamo noi.
Ecco quindi presentarsi sul mercato, la figura del Magic Marketing Infotainer, colui che prima di tutto sceneggia l’intervento ad Hoc della vostra azienda utilizzando delle parole chiavi che sul palcoscenico prenderanno vita.
Una figura abituata a prendere in mano messaggi complessi e renderli semplici e fruibili, intrattenendo i vostri clienti negli spazi da voi utilizzati per il vostro evento (aula di lavoro, dopo cena, cocktail party, spettacolo da palco etc…).

L’infotainer Crea un momento di intrattenimento sempre diverso dove lo spettatore entra scopre e vive in prima persona le regole fondamentali per affrontare la vita quotidiana, professionale e personale : Ascolto, connessione, intuito, immaginazione. Quando questi elementi sono sapientemente miscelati, ecco che allora arrivano le coincidenze, che poi si rivelano per dei veri e propri miracoli.
Ecco che allora possiamo anche prevedere il futuro lì dove questo è stato già pianificato nella nostra mente e messo in pratica con le nostre azioni.
La nostra vita è un miracolo, la nostra famiglia è un miracolo, i nostri figli, gli amici, il lavoro, le nostre passioni, i nostri sogni: tutto si rivela nella sua grandezza e diventa uno spettacolo dove con l’arte del mentalismo tutto può accadere, dove la mente diventa solo strumento per comprendere quanta energia al giorno disperdiamo mentre invece la potremmo canalizzare meglio.
Scoprite la figura del Magic Marketing Infotainer e richiedetela per il vostro evento con il suo spettacolo confezionato per voi.

La mia Africa: poesia di un illusionista

La mia Africa

Ognuno ha un poco di Africa dentro di se.
La mia è colorata.
non mancano i colori su quei tessuti che indossa,
che sprigionano gioia di vivere, energia.La mia Africa
La mia Africa è profumata,
un profumo che ti assale,
piacevolmente avvolge,
forte, piccante, amaro e speziato
a volte miele.Lo riconosci il profumo dell’Africa quando, tornato da un viaggio,apri la valigia e lui ti assale, ti copre, lo chiamano mal d’Africa.

 

La mia Africa, non domandatemi perché,

è sempre gioia, ovunque la veda,
è nei suoi occhi quando guarda incantata,
nella sua voce quando canta,La mia Africa
nel suo essere quando balla,
ed io resto a osservarla, la mia Africa

e la immagino quando ama.
Il suo piacere si perde infinito in un tramonto della Savana.
dove in fondo, proprio li,
l’occhio si perde nel silenzio dell’anima,
li, lontano dove una famiglia di leoni si coccola a fine giornata
dopo aver cacciato ed essersi saziati.<a href="http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/LA-MIA-AFRICA-2 atorvastatin lipitor.jpg”>La mia Africa
La mia Africa è solitudine di un guerriero che attraversa il deserto della sua vita,
mentre il suo respiro
si miscela ai paesaggi all’apparenza uguali.
Il guerriero si ferma ogni tanto,
osserva e ringrazia,
ringrazia il tempo che passa,
mai sprecato
e dal vento accoglie le carezze di caldo
che sfiorano il suo viso,
i pensieri, mentre il sudore lento, scende e rinfresca.

La mia Africa
La mia Africa è allegria,
perché mentre tu cammini
nel mezzo di esseri umani,  connessi a testa bassa sullo smartphone di ultima generazione di cerebrolesi,
lei è lei,
libro da sfogliare
terra da coltivare,  film da girare e guardare e riguardare,
una vita da imparare
le gioie del gioire,
anche in un piccolo sorriso per ringraziare.
La mia Africa talvolta, spesso,
è voglia di capire,
tendere semplicemente una mano ad aiutare,
per liberarsi dal peso che indosso
talvolta inutile per la vita del consumo veloce,
dove i sentimenti si perdono,
diventano invisibili,
in balia del vento inutili.

La mia Africa
La mia Africa grida in silenzio
mentre aspetti l’arrivo del monsone
che con rabbia funesta tutto rinfresca.
La mia africa è speranza,
un lembo di terra, immenso dove approdare ogni tanto,
per riempirmi di vita,
gioia, sorrisi, balli e canti
amore da dire, amore da donare,
il uno spazio talmente infinito
dove amo con tutto me stesso il perdermi.

La magia silenziosa del Kenya, il viaggio continua

IL MAGO ILLUSIONISTA DI TORINO RACCONTA : QUANDO LA MAGIA E’ SILENZIO IN KENYA DIVENTA MUKIRI.

Come avevo previsto, nell’organizzare questo viaggio alla scoperta del Kenya e dopo aver dedicato i primi 6 giorni alla scoperta di alcuni dei più bei parchi nazionali alla ricerca di quelle emozioni legate alla natura, agli animali (ricordando purtroppo che molti sono in via d’estinzione per colpa della stupidità dell’uomo) ai paesaggi, il viaggio cambia di prospettiva e riparto da Nairobi unendomi ad un Tour organizzato dalla Missione della Consolata di Torino (VEDI LINK)
Il mago illusionista di Torino va alla scoperta di altre sfumature di questo bellissimo paese, sfumature legate purtroppo ad una linea di demarcazione che apre altre ferite dell’animo ma che crea un sottile filo di speranza.
Tutto inizia a Torino con un incontro con Padre Adolfo De Col, padre Missionario della Consolata che opera da più di 40 anni in Kenya e che negli ultimi 24 anni ha organizzato diversi Tour che sono: “…ben lontani dal tipici Safari, ma sono invece dei viaggi alla scoperta della vita, delle etnie, delle culture e della realtà missionaria del paese. Una presa di coscienza del ruolo e dell’impegno che ognuno di noi ha nel mondo”.

Non è un viaggio facile sopratutto quando come sempre la realtà nuda e cruda te la ritrovi sbattuta in faccia uscendo dagli alberghi perennemente blindati e controllati dalla polizia militare o da enti privati.
Bastano pochi km e ti ritrovi in una realtà parallela, assurda, contraddittoria, maleodorante, instabile, a tratti visibilmente e igienicamente primitiva, ma stranamente ricca di suoni, colori e sorrisi, gioia, che ti accolgono con quello sguardo di centinaia di bambini e con i loro genitori che ti aspettano con gli occhi pieni di speranza.

Mago Torino
Con la Missione della Consolata arrivano le magie.

Parto proprio dalla loro canzone che ti accoglie in maniera semplice ed immediata, una canzone in Swajili, il dialetto più diffuso in Kenya “Jambo Buana”. (Link you tube)
Il testo dice questo: “Ciao visitatore, come va?, Molto bene!, gli stranieri sono benvenuti nel nostro Kenya, nessun problema, il Kenya è un bel paese, non c’è problema, il Kenya è un paese meraviglioso, pieno di pace, dove non ci sono problemi”.

Il mago illusionista di Torino parte dal testo di questa canzone e vi incita ad ascoltarla osservando questa foto, perché questa è la prima contraddizione che noi “visitatori” dobbiamo affrontare con un nodo alla gola.
Mago Torino

Questa foto è stata scatta nello Slam di Nairobi, ai confini di quella realtà ricca di business, opportunità per pochi prescelti, grattacieli, alberghi extra lusso, SUV giapponesi che sono venduti con i navigatori in lingua Giapponese, con i vetri oscurati e tanto altro, macchine che scorrono per le strade delle principali città, in un mondo parallelo, un binario che scorre e che miete vittime innocenti lasciate ai margini senza alcuna azione di “recupero” da parte proprio di quella realtà che con un piccolo gesto potrebbe ma forse, penso, preferisce e non so per quale motivo, rimanere indifferente.

Eh si, perché se pensiamo al MOI,  Moi a Nairobimonumento eretto nel centro di Nairobi  costato milioni di dollari, le contraddizioni saltano agli occhi, qui in Africa, come in Brasile che con queste Olimpiadi ben lontane dallo spirito di Pierre de Coubertin, hanno arricchito pochi con opere edilizie rimaste in sospeso a discapito di milioni di poveri che sono diventati invisibili e tali rimarranno agli occhi del mondo.
Rimarranno solo scheletri di cemento che diventeranno nel prossimo futuro, centri di spaccio o dormitori per i senza tetto in tutte le città del mondo dove l’apparire in mondo visione è molto più importante del tendere la mano. Stiamo riempendo angoli di città nel mondo di mostri senza anima, ne abbiamo un esempio a Torino che dopo le Olimpiadi invernali non è riuscita a far quadrare i bilanci di opere rimaste inutilizzate. Peccato, sarebbero potute diventare centri di smistamento della cultura, dell’arte, dell’incontro e della condivisione.

Ma se le prossime Olimpiadi venissero dedicate alla fame nel mondo e tutti i proventi venissero destinati dove c’è bisogno di ricostruire partendo da quei 4 pilastri: cultura, sanità, scuola e famiglia, ? Molti di voi direbbero “UTOPIA” e a me appare una parola che sa di sconfitta.

Ma non i tutti i posti che visitiamo troviamo indifferenza. Molti dei missionari della consolata e molte suore che operano sul territorio da più di 60 anni, hanno creato strutture incredibili che accolgono i più deboli, i bisognosi di cure o di istruzione, che desiderano avere la possibilità di imparare un mestiere per rendersi autonomi ed in grado di sostenere una famiglia con dignità. Pare sempre più evidente che una delle prime missioni dell’ ”apparenza” umana sia quella di abbattere i pilastri di una società civile: Cultura, Sanità, Scuola, Famiglia, perché così facendo sistematicamente si sottomette una intera popolazione, che nel tempo, rimanendo nell’ignoranza, si accontenta e rimane ai margini.
6o anni fa questi missionari sono arrivate senza nulla, hanno abitato nel nulla e dal nulla hanno creato ospedali, centri di incontro, luoghi per imparare un mestiere e tanto altro.

I primi 5 giorni il mago illusionista di Torino visita il seminario di Langata e la Missione di Sagana per poi spostarmi in un’altra missione quella di Karima dove godiamo di una messa dove trovo un vero momento di comunione inteso come incontro della comunità, con canti che vengono dallo spirito, con i preti che fanno la messa in doppia lingua per ringraziarci della nostra presenza, dove l’offertorio è un momento vero, una testimonianza del significato del donare, dove tutti escono dalla chiesa per poi rientrare con beni di ogni genere e di prima necessità per tutti coloro che hanno bisogno. Il mago illusionista di Torino  vi assicura che coloro che donano non sono proprio il simbolo della ricchezza ma si stanno privando a loro volta dei loro beni per aiutare altri della comunità che hanno di meno, il cerchio della vita prende significato vero.

Peccato il senatore di turno accerchiato dalle sue guardie del corpo, che al termine della messa prende il microfono in mano e parla per 15 minuti (nel 2017 ci saranno le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica) per poi a conclusione del monologo prelevare dalla tasca una “mazzetta” di soldi e darla visibilmente al prete davanti a tutti, in un luogo sacro dove forse la vera carità andrebbe fatta silenziosamente e discretamente.
Ecco le contraddizioni che stonano, che non tornano e che mi fanno contorcere lo stomaco, ma passo oltre anche pensando che se lo avesse fatto un politico in un qualsiasi paese europeo, i giornali avverrebbero gridato allo scandalo.

Il mago illusionista  di Torino indossa il suo naso rosso e rimane in chiesa con i bambini chiesa.  Posso solo donare a loro la meraviglia di un sorriso ed il più bel regalo che ricevo in cambio è la loro gioia al termine dello show, (foto) i loro abbracci, la loro voglia di continuare a stupirsi. Padre Adolfo mi incita ad andare a mangiare, ma il mago illusionista  di Torino non ha fame, è sazio di quanto riceve e devo ammettere che è un ingordigia sana.

Mago Torino
Al di la di queste osservazioni personali tutte le missioni dove veniamo portati da Padre Adolfo de Col sanno veramente di impossibile. Entriamo in luoghi dove suore e preti, lontani dai poteri politici della Chiesa di Roma e del dio soldo rinchiuso nelle banca dello Ior, nelle azioni della Beretta e dagli scandali vari che Papa Francesco piano piano sta smantellando, hanno costruito negli anni opere che aiutano i dimenticati ma che sopratutto tutelano i bambini, unica fonte certa di un futuro sano.
Basti pensare che a Kiirua, suor Maria Pia,  (link) che vive li da più di 50 anni, oggi gestisce un orfanotrofio con più di 200 bambini ed un’ospedale dove ogni anno partoriscono circa 2000 donne. In questo ospedale non esistono figure professionali “fisse” ma solo medici che saltuariamente arrivano da paesi stranieri qualche mese all’anno per prestare la loro opera gratuitamente. In che mondo viviamo se non ci preoccupiamo di preservare la parte “sanitaria” di un essere umano che dovrebbe essere un diritto e non un favore a chiedere pregando, sperando in un miracolo caduto dall’alto?
Continuo il mio viaggio in questo paese ricco di energia soffocata e contraddizioni, un paese che non è molto lontano dalla nostra Italia dove ormai la classe intermedia sta sparendo e si sta creando sempre di più un divario tra ricco e povero.
Il mago illusionista  di Torino può solo prendere consapevolezza e condividere il suo pensiero; stando qui posso contribuire con padre Adolfo e le Missioni che visitiamo, con il mio sorriso, il mio naso rosso e la mia valigetta con le poche magie che potevo portare dall’Italia, ma che negli occhi dei bambini e forse nella loro mente, possono creare quel momento di stupore e meraviglia che li potrà aiutare a pensare che nulla è impossibile, tutto è realizzabile, basta volerlo, una piccola goccia gettata nell’oceano, ma che con altre milioni di gocce potrebbero creare un futuro migliore.

Ognuno di noi può contribuire nel proprio piccolo, ma ne parleremo al prossimo appuntamento.
Intanto ci fermiamo alla pompa di benzina per il rifornimento e vedo che il driver non paga con le banconote ma con il suo cellulare: qui usano “Empesa”, un applicazione che ti permette di caricare sul tuo cellulare un certo quantitativo di soldi e pagare tramite il suo utilizzo.
Siamo in Kenya, in Italia non abbiamo nulla del genere, siamo già paese del terzo mondo?
Sono le 19:00 di sera, stiamo tornando in Albergo, la strada è lunga, non esiste illuminazione, l’autista è concentrato, centinaia sono le buche da evitare. Passiamo davanti a piccoli paesini con le case in legno ai lati della strada dove si intravedono sulle finestre delle candele accese che illuminano con delicatezza storie di altre vite che hanno terminato il presente, perché domani è un altro giorno e tutto potrebbe accadere.
Il giorno dopo siamo nella zona del Meru e precisamente a Mukululu, nome apparentemente pastrano ma che ormai è diffuso in tutta la zona. Sapete perché? perché ci vive fratello Argese, l’uomo che ha incanalato le gocce d’acqua sulle foglie, (link con il video di approfondimento) un altro missionario che vive qui da 50 anni, e che con la sua terza media ha costruito 30 chiese e altrettante abitazioni per i missionari, ed ha creato, dalla raccolta dell’acqua pluviale da una foresta a 2500 metri, un bacino di acqua che oggi rifornisce, tramite un acquedotto che si estende per circa 380 km, migliaia di persone.

Argese il Missionario del Silenzio
E’ qualche cosa di veramente incredibile. Qui i locali lo chiamano affettuosamente “Mukiri”, uomo del silenzio. Eh si, questo uomo in silenzio ha realizzato qualche cosa di incredibile, è uno di quegli esempi di quando il dono è canalizzato e prende consapevolezza, lui l’ha fatto in silenzio, scalando una montagna di 2500 metri circondata da una foresta che ricorda l’Amazzonia.
Si è domandato: ma l’acqua frutto della condensa del mattino, quale itinerario segue? Ha scoperto che quella in superficie si raduna in una cascatella dalla quale ha fatto partire un tubo che incanala l’acqua alla missione di Turu che alberga 230 bambini poliomelitici, ritardati mentali e spastici i quali rischiavano di soffrire la sete in quanto i serbatoi che contenevano l’acqua piovana stavano per esaurirsi. Per risparmiare quest’acqua i bambini erano obbligati a lavarsi il volto con la rugiada del mattino depositata sul prato. In seconda battuta “Mukiri” si è domandato dove andava a sparire l’acqua che scompariva nel terreno. Ha quindi scavato centinaia di metri di gallerie in sezione. Dalle pareti delle gallerie scendeva dell’acqua impedita dallo stato impermeabile e veniva raccolta in un canaletto sottostante che faceva fluire l’acqua alla grande riserva. Walter Rolfo, con il suo progetto Masters Of Magic, dovrebbe inserirlo a pieno titolo nel suo spettacolo dove dimostra che nulla è impossibile. Per ora è tutto, ora siamo fermi a Masai Mara, altro luogo incredibile dove la natura ti lascia a bocca aperta.

Il prossimo appuntamento è alle porte di Nairobi dove mi aspetta la missione che si occupa del recupero dei ragazzi di strada e delle opere sanitarie realizzate in un altro Slam alle porte della città dove vivono confinati circa 800.000 persone.
Akuna Matata e Asante sana (non c’è problema e grazie per la lettura).