PARLARE IN PUBBLICO IL CORSO DI GIANVITO

CORSO PER PARLARE IN PUBBLICO DI GIANVITO

Public speaking, parlare in pubblico, l’arte oratoria che necessita di diversi strumenti, ognuno da utilizzare nei diversi contesti dove siamo chiamati ad intervenire. Prima di decidere di intraprendere un corso del genere, è necessario comprendere chi è il docente che terrà il suo corso.

Ogni docente ha una sua esperienza, un suo personale percorso che permette di portare in aula strategie e metodologie efficaci.

In questo video nei primi 2 minuti mi presento, mi sembra educato visto che forse non ci conosciamo.

Nei successivi 2 minuti ti racconto come io oggi immagino un corso per parlare in pubblico.

CORSO PER PARLARE IN PUBBLICO DI GIANVITO

La comunicazione parte non dalla bocca che parla, ma dall’orecchio che ascolta

Obiettivo del corso è creare un percorso di motivazione che ti aiuti a prendere coscienza dei codici linguistici per migliorare competenze legate alla:

Capacità di parlare in pubblico (da riunioni interne fino a platee di oltre 500 persone)

– Capacità di realizzare un’ottima presentazione con l’ausilio di supporti informatici (Key Note, PPT), con il corretto utilizzo di immagini, metafore, video, suoni e vissuti personali.

– Gestione della comunicazione sui social

– Realizzazione video

– La comunicazione attraverso Mail e News letter.

– Come scrivere, cosa scrivere, come ottenere un efficace feedback.

Oggi la comunicazione avviene al tempo di un battito di ciglia.

Ascoltiamo o sentiamo? Vediamo o guardiamo? Imparare a comunicare bene, migliora la qualità della vita, personale e professionale.

Prima di saper parlare in pubblico è necessario imparare ad ascoltare, con l’udito e con la vista per iniziare a comunicare con il mondo esterno, quello quotidiano.

Rimanere in ascolto ci permette di vedere la realtà per come essa è, per poi agire di conseguenza. Prima di parlare è fondamentale fermarsi pensare e agire, per mettere in atto la modalità corretta, gli strumenti linguistici appresi durante il corso.

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IL CORONA VIRUS SPIEGATO AI BAMBINI

IL CORONA VIRUS DA SPIEGARE AI BAMBINI :

Questo  morbo  si sta infiltrando nelle nostre vite modificando, , le nostre abitudini, quelle con i nostri familiari, con i nostri amici.

Abbiamo visto  modificare il nostro luogo del lavoro, trasformandolo sempre di più in smart working.

Sebbene alcuni cambiamenti di vita quotidiana possano esser visti positivamente, sono purtroppo  accompagnati da una bella dose di paura.

Una paura veicolata attraverso un sistema  di   comunicazione  mediatico talvolta  troppo aggressivo per il nostro debole cervello rettile.

Tra Febbraio e Marzo,  abbiamo assistito ad una comunicazione istituzionale dove sono state tralasciate informazioni che avrebbero tranquillizzato il nostro paese.

In sostanza abbiamo subito una comunicazione veicolata nella maniera sbagliata, troppo sensazionalistica.

In questo grande vortice dove noi adulti veniamo fagocitati, i più piccoli pagheranno le conseguenze delle nostre paure e delle nostre ansie.

Ne ho parlato con Filippo Chiadò Puli, Ceo e Fondatore della CircoWow Eventi, azienda leader nell’intrattenimento per le famiglia e le aziende.

Un professionista dell’intrattenimento, un attento studioso di tutti gli aspetti cognitivi, psicologici, educativi legati al gioco per imparare, per crescere, per stupirsi, comunicare ed educare a vivere nel  rispetto del  mondo in cui viviamo.

IL CORONA VIRUS SPIEGATO AI BAMBINI

I bambini sono spugne, ascoltano con l’udito e la vista e di   conseguenza  assorbono non solo le informazioni ma anche le nostre paure, i nostri disagi, le nostre ansie.

Dobbiamo  trasformare questo momento (che ci “costringe” piacevolmente a restare in casa), in uno spazio di leggerezza, spensieratezza, contatto e ascolto vero.

È necessario  riinventarci, giocare  per spiegare attraverso l’utilizzo del gioco, il Corona Virus nella maniera corretta.

Dunque è  dovere di noi genitori,   trasmettere tranquillità, facendo capire che l’adulto eroe, sta facendo tutto il possibile per tornare alla vita di prima.

Per farlo però ci vuole sacrificio, un poco di regole, e queste le possiamo spiegare proprio utilizzando il mezzo più potente che abbiamo a disposizione: la fantasia, l’immaginazione.

Possiamo trasformare la paura in una sana consapevolezza.

Buona visione

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IL MONDO DELLA DISABILITA: PERCEZIONE DELLA REALTÀ

IL MONDO DELLA DISABILITÀ: PERCEZIONE DELLA REALTÀ

Quando vediamo qualche cosa di diverso da noi, lo percepiamo sovente come un pericolo. Abbiamo sempre paura di quel che reputiamo diverso da noi.

Lo percepiamo come un ostacolo al nostro cammino, al nostro tempo che viene rallentato.

Insomma, vediamo la diversità come qualche cosa che ostacola il nostro cammino.

 Appena la incontriamo non la vediamo o al contrario mettiamo in atto il pietismo e di conseguenza non rispettiamo lo spazio vitale che è diritto di tuttidisabilita

IL MONDO DELLA DISABILITÀ: PERCEZIONE DELLA REALTÀ

Fino ad alcuni anni fa, la disabilità veniva vissuta all’interno della propria abitazione, si aveva paura del giudizio e del pregiudizio dei normodotati all’esterno.

Naturalmente, con il passare del  tempo, sono cambiate le regole del gioco.

I disabili hanno iniziato ad entrare con forza nel mondo del lavoro.

Sono state fatte leggi speciali per  tutelare i diritti della persona disabile, per ri-dare ad essa la giusta dignità.

Con le Olimpiadi degli ultimi 10 anni,  sono arrivate anche  paraolimpiadi.

Quel mondo rimasto troppo tempo sopito, nascosto, mascherato, è uscito fuori con forza.

Come diceva la Navratilova, la disabilità è solo una percezione sbagliata perchè finanche una persona potrà fare qualche cosa di utile, sarà sempre necessario a qualcuno.

IL MONDO DELLA DISABILITÀ: PERCEZIONE DELLA REALTÀ

E allora i disabili, con forza, si sono creati spazi nella società, hanno cambiato il modo di essere percepiti e accolti.

Molte barriere mentali dell’uomo normodotato, hanno però  continuato a creare una discriminazione senza tregua.

Il diverso mette paura!

Chi delibera leggi, regolamenti per il vivere comune, non pensa a quello stesse leggi applicate a chi ha delle difficoltà cognitive, fisiche, e mentali.

Come se i disabili non esistessero.

Oggi sul territorio ci sono diverse Onlus che operano per far si che queste barriere vengano eliminate.motiva

Il percorso è lungo, molto è stato fatto, molto ancora da fare.

I guerrieri, i genitori, i volontari, i disabili stessi, i coordinatori e gli operatori dei centri, non si arrendono.

È necessaria consapevolezza, un’azione gestita dal cuore, senza pietismo ma  attenzione, rispetto, ascolto e tanto altro.

In questa interessantissima intervista, Giovanni Ferrero, Direttore della CPD ONLUS di Torino, ci racconta il passato, il presente ed il futuro del mondo della disabilità.

La realtà è che c’è  ancora molto  da fare.

I  sogni e i progetti che sono in ballo e che presto, abbatteranno le barriere create dalla mente dei normodotati disabili sono in azione, per ridare giusta dignità a tutte le persone, senza distinzione di razza, cultura, provenienza di vivere, in una società accessibile a tutti.

disabilità

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Le interviste di Gianvito Mentalista: Felice Tagliaferri (scultore cieco)

LE INTERVISTE DI GIANVITO, MENTALISTA

prendono vita a Genova, il 24 ottobre 2019 con un incontro meravigliosamente unico con una persona speciale, Felice Tagliaferri, scultore cieco andato alla ribalta per aver riprodotto il Cristo Velato.

LO SCULTORE CIECO

Incontro Felice Tagliaferri a Genova, il 24 Ottobre, dove vengo chiamato per la Convention Nazionale Acmi (Diamo credito a Genova) con il mio spettacolo di mentalismo motivazionale “Vedo, sento, parlo, magic azioni per sorridere alla vita”.

Felice  racconta il suo percorso artistico, che inizia a 25 anni.

A 14 anni perde la vista e come dice lui, diventa un adolescente incazzato con il mondo.

Lo incontro in compagnia del suo cane guida, un bellissimo Golden Retrivier di nome Freedoom.

Nel 2008 Felice si trova a Napoli per una sua mostra, decide di andare “a vedere” il Cristo Velato.

Paga 5 euro il biglietto ed essendo il tatto, l’unica senso che Felice  può utilizzare per capire l’opera, gli viene negata la possibilità di toccare il Cristo velato.

Felice è dell’opinione, che io condivido, che l’arte è patrimonio del mondo.

Visto che nel mondo ci sono 35 milioni di non vedenti, l’arte diventa un patrimonio di una piccola  fetta di mondo.

Esce molto arrabbiato da quel non incontro.

Contatta il museo Omero,  il museo tattile statale con il quale collabora da diversi anni.

Acquista un blocco di marmo di 4 tonnellate.

Si fa descrivere l’opera del Cristo velato cm per cm.

Come lui afferma, chi vede guarda l’insieme poi si ferma al dettaglio, chi non vede riconosce l’insieme partendo dal dettaglio.

Crea un piccolo bozzetto in creta e nell’arco di due anni realizza il Cristo Ri-velato che fino ad oggi è stato toccato da più di 500.000 persone.

Intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

Percorso artistico e umano dell’artista

Un esperimento di Mentalismo a Felice Tagliaferri

Il cristo Ri-velato viene  benedetto dal Papa.

Attualmente è esposto a Bertinoro,  in provincia di Forlì (Cesena) in una scuola elementare.

A Marzo l’opera si sposterà  a Pisa per un mese e da fine Aprile sarà a Parma a 2020, città della cultura.

Come tutte le sculture, dice Felice Tagliaferri, guardare un’opera percepisci il 50%.

La scultura va toccata, perchè sotto il velo c’è un corpo e attraverso l’esperienza tattile puoi capire la bellezza dell’opera.

Intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

Il percorso artistico e umano dell’artista

La  fortuna di Felice è nella sua passione per il Judo.

Quando a 14 anni perde la vista la disciplina del Judo lo aiuta ad affrontare la nuova vita con lo spirito da guerriero.

A 25 anni, incontra  uno scultore docente dell’Accademia di Brera.

Felice frequenta i suoi corsi per comprendere come un non vedente possa scolpire.

Dopo il corso capisce che poteva dar forma alle sue immagini interiori.

Prende per il bavero il docente e per due anni gli chiede di entrare in bottega.

Da li inizia la nuova vita di Felice Tagliaferri.

L’intervista a Felice Tagliaferri, lo scultore cieco

La presentazione di alcune sue opere

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La previsione del mentalista

Come costruire una previsione impossibile

Si può prevedere quello che accadrà nei prossimi 365 giorni?

Sono convinto di si, perché prevedere vuol dire sopratutto pianificare quel che vogliamo e lottare per ottenerlo. Il 2018 è stato un anno meraviglioso, difficile sotto certi punti di vista, sorprendente sotto altri aspetti, ma uno o più ingredienti hanno fatto il loro gioco, ed hanno permesso al sottoscritto di realizzare sogni inaspettati.

Questi ingredienti li voglio condividere con voi, perché ritengo che se utilizzati e applicati nella maniera corretta, permetteranno anche ad ognuno di voi di realizzare i vostri sogni.

Sono gli ingredienti che hanno reso unici i miei spettacoli di mentalismo per le aziende e per i privati che hanno richiesto i miei personali servizi di intrattenimento ed Infotainement.

Audacia e coraggio

Il primo ingrediente è determinato dall’azione che viene dal cuore, dal nostro sentire al quale non dobbiamo rinunciare.

Quando ci mettiamo il cuore nel nostro agire, creiamo un flusso di energie che distribuiamo inconsapevolemente alle persone che ci circondano e che collaborano con noi.

Il coraggio ti permette di scavalcare i muri che il destino ci mette davanti alla nostra persona per metterci alla prova.

Il destino ci regala una grande opportunità perché quel muro non è un freno ai nostri sogni, al contrario, è la prova del nostro coraggio.

Scavalcare il muro vuol dire osservare il mondo da una nuova prospettiva.

mentalistala previsione del mentalista consiste in:

Quest’anno il destino mi ha regalato l’opportunità di collaborare, oltre che per diverse realtà del panorama industriale internazionale,  per ANASF, scrivendo uno spettacolo sulla finanza comportamentale, e per GAM Investment per presentare un prodotto finanziario sul territorio. Il mondo della finanza e tutte le persone con le quali ho avuto il piacere di collaborare, mi hanno insegnato che la pazienza, è l’ingrediente principale per arrivare ad ogni obiettivo.

La pazienza è legato al tempo e al rispetto che dobbiamo avere per realizzare i nostri sogni. Non abbiate fretta, pianificate i vostri sogni e non vi fermate davanti a quei muri che il destino vi metterà davanti. Quei muri mettono alla prova il vostro coraggio.Audacia

L’audacia è la virtù dei forti. Platone diceva: “Quando un uomo è aMentalista udace senza senno ne riceve danno, quando invece con senno ne trae vantaggio”. 

Siate audaci, ma non spericolati. Come capirete,  se l’audacia è collegata al coraggio, alla pazienza e al desiderio di vedere realizzati i vostri obiettivi, saprete come scavalcare quei muri del destino e riceverete luce, energia, visione.

Pianificazione

Cosa vedi durante uno spettacolo di un  Mentalista?

Il panorama che si presenterà davanti ai vostri occhi sarà composto di  persone, vite vissute, diversi modi di pensare e agire.

Un  panorama fatto di intersezioni e collegamenti che vi permetterà di essere e diventare persone migliori.

Siate audaci, ma ricordate: prima di agire, fermatevi e pensate.

La previsione del Mentalista,  1° strumento:Ascolto

Come pensate di agire, di raggiungere i vostri sogni, i vostri obiettivi, se non entrate in contatto con il mondo che vi circonda?

Ho imparato nel mio percorso nell’oncologico pediatrico, come Mago di corsia, a rimanere in ascolto.

Quell’ascolto lo porto sul palcoscenico, quando gioco con i miei spettatori che si prestano a partecipare ad un viaggio in un luogo affascinante: il mondo delle emozioni.

mentalista gianvito

Se volete emozionarvi, se volete emozionare, rimanete in ascolto.

Anche il silenzio talvolta parla e se riuscirete ad ascoltare quel silenzio, vi accorgerete che spesso  le persone parlano con i gesti, con il corpo, con gli occhi, con la loro posizione davanti ai vostri occhi.

Ascoltate il mondo che vi circonda non solo con l’udito ma anche con gli occhi.

Entrerete nel mondo di chi parla e sarete voi a colorarlo.

La previsione del mentalista, 2° strumento: Tenacia

Quante volte ci siamo fermati davanti al primo ostacolo?  Abbiamo un’idea ma non riusciamo a fargli prendere vita.

Stiamo iniziando a condividere un progetto, ma non entriamo in sintonia con i diversi protagonisti che ricoprono diversi ruoli.

O ancora, il nostro preventivo non viene approvato e ci sentiamo sminuiti nel ruolo.

Oppure ci accorgiamo che il tempo per raggiungere il nostro obiettivo, si dilata sempre di più.

Veniamo presi dallo sconforto, abbandoniamo il percorso e prendiamo altre direzioni convinti che non c’è nulla da fare.

Se non fate, non avrete, e nulla accade dall’oggi e domani.  Il coraggio, il  rispetto del tempo, la pazienza, l’audacia e l’ascolto, sono 5 punti alla ricerca degli ultimi 2, la tenacia e la fede.

Non vuol dire essere testardi come muli e rimanere bloccati nelle proprie convinzioni.

Tornate indietro, fate il percorso a ritroso e rimanete in ascolto, uditivo e visivo, concentratevi, fatelo con fede, ma sopratutto abbiate fede nelle vostre esperienze, nel vostro vissuto, ascoltando la soluzione arriverà con un click.

Tutto parte dalla mente, dalla nostra capacità di adattare il nostro essere alle condizioni diverse in cui essa si trova e plasmare il nostro agire e pensare.

Senza abbattersi, senza arrendersi, capaci di essere flessibili accettando le diversità altrui.

Fiducia: affidarsi reciproco

La fede, si se intesa come fiducia. a fede

La fede? Non è una questione di religione.

Ho imparato sulla mia pelle che se non avete fiducia in voi stessi, non potrete mai conquistare la fiducia del prossimo.

mentalista gianvito

Dovete avere fiducia in voi stessi, della vostra unicità, dei vostri pregi e difetti e metterli a disposizione di coloro che vanno oltre le apparenze, di coloro che superano i loro muri, perché come voi, hanno una visione.

A volte però incontrerete persone che davanti agli ostacoli, ci gireranno intorno.

Aiutateli, fateli salire sulle vostre spalle, depositarie delle vostre esperienze e guidateli, alzateli e permettete loro di guardare oltre quel muro.

Il futuro si può prevedere, dipende solo dalle vostre capacità di credere in voi stessi e regalarvi un metodo.

Gli obiettivi della propria vita, non si raggiungono con semplici trucchi che sono solo dei paliativi, ma con metodo applicato con tenacia, perseveranza e coraggio.

Se cercate uno spettacolo, un momento di intrattenimento,  con tutti questi ingredienti per motivare, divertire, stupire i vostri clienti o il vostro team, se la vostra intenzione è di regalare un momento unico del vostro evento, scrivetemi una mail, sarò lieto di mettere in pratica quanto appena descritto.

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2019: La previsione del mentalista

Si può prevedere quello che accadrà nei prossimi 365 giorni?

Sono convinto di si, perché prevedere vuol dire sopratutto pianificare quel che vogliamo e lottare per ottenerlo. Il 2018 è stato un anno meraviglioso, difficile sotto certi punti di vista, sorprendente sotto altri aspetti, ma uno o più ingredienti hanno fatto il loro gioco, ed hanno permesso al sottoscritto di realizzare sogni inaspettati.

Questi ingredienti li voglio condividere con voi, perché ritengo che se utilizzati e applicati nella maniera corretta, permetteranno anche ad ognuno di voi di realizzare i vostri sogni.

Sono gli ingredienti che hanno reso unici i miei spettacoli di mentalismo per le aziende e per i privati che hanno richiesto i miei personali servizi di intrattenimento ed Infotainement.

2019, la previsione del mentalista: Coraggio

È il primo ingrediente, è determinato dall’azione che viene dal cuore, dal nostro sentire al quale non dobbiamo rinunciare. Quando ci mettiamo il cuore nel nostro agire, creiamo un flusso di energie che distribuiamo inconsapevolemente alle persone che ci circondano e che collaborano con noi. Il coraggio ti permette di scavalcare i muri che il destino ci mette davanti alla nostra persona per metterci alla prova.

Il destino ci regala una grande opportunità perché quel muro non è un freno ai nostri sogni, al contrario, è la prova del nostro coraggio. Scavalcare il muro vuol dire osservare il mondo da una nuova prospettiva.

mentalista

2019, la previsione del mentalista: Pazienza

Quest’anno il destino mi ha regalato l’opportunità di collaborare, oltre che per diverse realtà del panorama industriale internazionale,  per ANASF, scrivendo uno spettacolo sulla finanza comportamentale, e per GAM Investment per presentare un prodotto finanziario sul territorio. Il mondo della finanza e tutte le persone con le quali ho avuto il piacere di collaborare, mi hanno insegnato che la pazienza, è l’ingrediente principale per arrivare ad ogni obiettivo.

La pazienza è legato al tempo e al rispetto che dobbiamo avere per realizzare i nostri sogni. Non abbiate fretta, pianificate i vostri sogni e non vi fermate davanti a quei muri che il destino vi metterà davanti. Quei muri mettono alla prova il vostro coraggio.

2019, la previsione del Mentalista: Audacia

L’audacia è la virtù dei forti. Platone diceva: “Quando un uomo è aMentalista udace senza senno ne riceve danno, quando invece con senno ne trae vantaggio”. Siate audaci, ma non spericolati. Come capirete,  se l’audacia è collegata al coraggio, alla pazienza e al desiderio di vedere realizzati i vostri obiettivi, saprete come scavalcare quei muri del destino e riceverete luce, energia, visione.

Il panorama che si presenterà davanti ai vostri occhi, fatto di persone, vite vissute, diversi modi di pensare e agire, il panorama fatto di intersezioni e collegamenti, vi permetterà di essere e diventare persone migliori. Siate audaci, ma ricordate: prima di agire, fermatevi e pensate.

2019, la previsione del Mentalista: Ascolto

Come pensate di agire, di raggiungere i vostri sogni, i vostri obiettivi, se non entrate in contatto con il mondo che vi circonda? Io ho imparato, nel mio percorso nell’oncologico pediatrico, come Mago di corsia, a rimanere in ascolto, e quell’ascolto lo porto sul palcoscenico, quando gioco con i miei spettatori che si prestano a partecipare ad un viaggio in un luogo affascinante: il mondo delle emozioni.

mentalista gianvito

Se volete emozionarvi, se volete emozionare, rimanete in ascolto. Anche il silenzio talvolta parla e se riuscirete ad ascoltare quel silenzio, vi accorgerete che spesso  le persone parlano con i gesti, con il corpo, con gli occhi, con la loro posizione davanti ai vostri occhi.

Ascoltate il mondo che vi circonda non solo con l’udito ma anche con gli occhi. Entrerete nel mondo di chi parla e sarete voi a colorarlo.

2019: la previsione del mentalista: Tenacia

Quante volte ci siamo fermati davanti al primo ostacolo?  Abbiamo un’idea ma non riusciamo a fargli prendere vita. Stiamo iniziando a condividere un progetto, ma non entriamo in sintonia con i diversi protagonisti che ricoprono diversi ruoli.

O ancora, il nostro preventivo non viene approvato e ci sentiamo sminuiti nel ruolo, o ci accorgiamo che il tempo per raggiungere il nostro obiettivo, si dilata sempre di più. Veniamo presi dallo sconforto, abbandoniamo il percorso e prendiamo altre direzioni convinti che non c’è nulla da fare.

Se non fate, non avrete, e nulla accade dall’oggi e domani. Il coraggio, il  rispetto del tempo, la pazienza, l’audacia e l’ascolto, sono 5 punti alla ricerca degli ultimi 2, la tenacia e la fede.

Non vuol dire essere testardi come muli e rimanere bloccati nelle proprie convinzioni. Tornate indietro, fate il percorso a ritroso e rimanete in ascolto, uditivo e visivo, concentratevi, fatelo con fede, ma sopratutto abbiate fede nelle vostre esperienze, nel vostro vissuto, ascoltando la soluzione arriverà con un click.

Tutto parte dalla mente, dalla nostra capacità di adattare il nostro essere alle condizioni diverse in cui essa si trova e plasmare il nostro agire e pensare.

Senza abbattersi, senza arrendersi, capaci di essere flessibili accettando le diversità altrui.

2019, la previsione del mentalista: La fede

La fede? Non è una questione di religione.

Ho imparato sulla mia pelle che se non avete fiducia in voi stessi, non potrete mai conquistare la fiducia del prossimo.

mentalista gianvito

Dovete avere fiducia in voi stessi, della vostra unicità, dei vostri pregi e difetti e metterli a disposizione di coloro che vanno oltre le apparenze, di coloro che superano i loro muri, perché come voi, hanno una visione.

A volte però incontrerete persone che davanti agli ostacoli, ci gireranno intorno. Aiutateli, fateli salire sulle vostre spalle, depositarie delle vostre esperienze e guidateli, alzateli e permettete loro di guardare oltre quel muro.

Il futuro si può prevedere, dipende solo dalle vostre capacità di credere in voi stessi e regalarvi un metodo.

Gli obiettivi della propria vita, non si raggiungono con semplici trucchi che sono solo dei paliativi, ma con metodo applicato con tenacia, perseveranza e coraggio.

Se cercate uno spettacolo, un momento di intrattenimento,  con tutti questi ingredienti per motivare, divertire, stupire i vostri clienti, il vostro team, se la vostra intenzione è di regalare un momento unico del vostro evento, scrivetemi una mail, sarò lieto di mettere in pratica quanto appena descritto.

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NULLA E’ COME APPARE

ATTENTI AI VENDITORI DI “FUMO”

L’altro giorno mi sono imbattuto su linkedin, su un interessante post di Fabrizio Cotza, di cui allego Link “Ti affideresti ad un dietologo grasso?“. Il post aveva diverse sfumature. Li per li avrei risposto assolutamente no, ma sarebbe stata una risposta di pancia, sopratutto per la foto che Fabrizio ha inserito.

Poi ho rallentato il mio pensiero, mi sono preso il mio tempo per riflettere ed ho attivato consapevolmente uno dei Bias mentali che preferisco, quello dell’illusione della frequenza.

State aspettando un figlio, a breve diventerete madri o padri? ecco che tutto quello che vi circonda parlerà di pannolini, cacca, nanna, Ikea. Ed ecco che mi si è aperto il mondo ed ho avuto la risposta che cercavo.

Nulla è come appare

Al post provocatorio avrei risposto si, perché magari, dietro quella foto “estrema” di Fabrizio, si cela una persona che può avere avuto problemi di tiroide e quindi essere ingrassata a dismisura. Di conseguenza questa persona potrebbe avere  deciso di aiutare le persone con problemi di obesità.

E questo fa riflettere, perché spesso ci appoggiamo alle persone che trasmettono qualche cosa di forte, quel cambiamento che noi non riusciamo a fare con noi stessi, ed allora gettiamo al vento le nostre ancore di salvezza e le affidiamo alle persone sbagliate.

Nulla è come appare

Ma noi continuiamo ad affidarci alle persone che appaiono come noi vorremmo essere, perché il nostro desiderio è essere migliore di quel che siamo, li dove purtroppo non siamo capaci di vedere e comprendere le nostre potenzialità.

 Leggete il bellissimo post di Filippo Poletti su linkedin su Enzo Muscia. 

Oppure l’outing bellissimo di Laura Giannotti dopo un colloquio con un HR che le domanda “cosa ha lei di differente dagli altri speaker motivazionali”

Queste sono realtà vere, vissuti importanti, e concreti dai quali dovremmo prendere realmente esempio. Mi domando però,  come se avessi 5 anni (cit. Philadelphia), perché le aziende non scelgano anche le persone normali , che non hanno vinto 3 guiness dei primati o hanno rifatto nascere un’azienda, ma semplicemente, dopo essersi ritrovati a 43 anni, licenziati, senza un posto di lavoro, si sono riinventati dal nulla.

Infotainer mentalista

Un giorno racconterò la mia storia, il mio cambiamento. Non sono diventato ricco, non ho raggiunto la felicità assoluta che non esiste, ma ho raggiunto la serenità cche mi permette di scegliere dove andare,  con chi lavorare, e sopratutto dire di no quando i miei 3 cervelli mi fanno capire che la scelta che sto facendo, anche se economicamente importante, ma non mi fa stare bene.

Nulla è come appare

Ed ecco che le persone si rivelano per quello che sono, ma quando sono sul palco e vendono motivazione, la loro unica motivazione diventa il conto in banca che aumenta ed i clienti che sono disposti a comprare il prodotto.

Se volete motivare realmente le persone, fategli toccare con mani la realtà, inseriteli in un contesto reale dove devono mettersi in discussione, offrite in azienda, non solo dei corsi motivazionali, ma anche percorsi dove ci si mette in discussione toccando con mano problematiche che non vediamo o che percepiamo in maniera errata.

Nulla è come appare

Per imparare ad andare oltre, dovremmo essere capaci di guardarci dentro, con grande coraggio e scoprire chi siamo. Fingere di essere altro, sapendo che quella finzione tocca le fragilità dei deboli, non è eticamente corretto.

Infotainer e mentalista

Conclusione: come nei colloqui di lavoro, consiglierei  agli HR delle aziende di non cercare solo personaggi straordinari che hanno cambiato il mondo, ma anche le persone normali che hanno reso eccezionale la loro vita con valori semplici, azioni concrete, silenziose e mirata al vero cambiamento, quello dentro noi stessi e non la proiezione dei successi solo ed unicamente economici, politici e finanziari.

Vi assicuro che trovarsi senza lavoro dall’oggi e domani e riprendere in mano la propria vita, è qualche cosa di molto, ma molto potente.

Abbiate fiducia in voi stessi e selezionate le storie legate ai cambiamenti, perchè il primo cambiamento dovrebbe partire dal coraggio di scoprire se stessi per poi, con raziocinio, donarlo al prossimo.

UNICAMENTE DONNE, POESIA

“UnicaMente Donne” è  un omaggio al mondo femminile, una dedica appassionata a tutte le donne che, lottando per scardinare la prassi e il pensiero dominante “maschile”, hanno trasformato in meglio la nostra società. Un viaggio nella storia in cui l’arte del mentalismo si trasforma in una macchina del tempo in grado di trasportare il pubblico in sala a spasso tra i secoli. Uno spettacolo che stimola l’intuito e la fantasia degli spettatori divertendo e facendo riflettere.

Lo spettacolo inizia con la poesia “A tutte le donne” di Alda Merini e a metà dello spettacolo, ho inserito una mia poesia, dedicata alla donna che amo, rivolto a tutte le donne, pensando che queste, potrebbero essere  le parole, alcune, che le donne vorrebbero sentirsi dire dall’uomo che amano.

“E poi ci allontaniamo, rimaniamo distanti ore che sembrano anni,

minuti che appaiono mesi, secondi che somigliano a settimane.

Una curva di tempo infinita che si flette, 

nelle onde del come sentire, onde che travolgono.

Una calamita che anche se lontana, mi attira a te.

Un’energia che scorre nel mio essere quando incrocio il tuo sguardo, 

quando mi avvolgo nei tuoi abbracci, 

custodi di intimi segreti, 

quando mi incastro, prima di dormire, 

negli angoli tondi, dolci, morbidi e accoglienti del tuo corpo.

Angoli delicati come i tuoi piccoli piedi, che di notte silenziosi e discreti, cercano i miei.

Piccole carezze, connessioni di vita che cercano conferme della presenza, 

unicamente donne e in quella curva di tempo, si avvicinano, si allontanano, dicono : “ci sono”.

E in quell’esserci, si accendono, i sogni che cullano il nostro ghirare, 

fino alle prime luci dell’alba, 

che lente vestono il tuo corpo.

apro gli occhi e di vedo, dolce dormire, prima di sbuffare, 

consapevole che, senza ogni tua piccola particella che ti rende reale in ogni  parte di me, io sarei nulla.

Albero senza radici, nulla dove tornare,

Spiaggia senza sabbia, nulla dove rotolarsi, 

Cielo senza stelle, nulla per emozionarsi, 

Bicicletta senza pedali, nulla per raggiungerti, 

Orologio senza lancette, nulla per aspettarti,

in quell’infinito sentimento che si chiama amore. 

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Infotainer: Combattere un tumore, quando i bambini insegnano.

MAGIA IN CORSIA:

LA SOTTILE LINEA DI DEMARCAZIONE TRA LA VITA E LA MORTE.

Oggi ho aperto l’anno 2015 di Antescena, la Onlus con la quale collaboro in qualità di Mago in corsia in corsia al Regina Margherita.

Sono partito così, sereno, con mille propositi, pensieri positivi e sentivo che potevo conquistare il mondo. INFOTAINER Ho fatto questa foto prima di partire per il reparto, ricco di energia e spudoratamente anche una grande dose spensieratezza, ma forse è anche con questo spirito che va affrontato questo operato.

Parto alle 14:45, reparto Oncologia, poi Penumologia e alla fine Neurochirugia.

Arrivato al primo reparto si inizia il giro. Bambini dai 4 ai 13 anni, sono previste 14 stanze. Si bussa, ci si affaccia con discrezione e con un sorriso.

Si cerca di capire se è possibile entrare, se non si interrompe un momento delicato, di intimità tra familiari, un sonno, un abbraccio.

Molti bambini la mattina sono stati sottoposti a controlli e  terapie. Possono essere stanchi, potrebbero  rifiutare il mio intervento ed io con rispetto mi devo mettere da parte, perché anche  quel rifiuto che accetto volentieri fa parte del mio lavoro.

Quel rifiuto accettato è un dono di potere decisionale che io do al bambino. I genitori insistono, in quel dolore discreto mascherato, pensano di mancarmi di rispetto, devo invece far capire loro che al contrario, sto dando un potere a loro figlio.

In quel luogo dove è costretto suo malgrado ad accettare tutta una serie di appuntamenti fissi che non può evitare, in quella stanchezza fisica e psicologica quotidiana, il bambino ha il potere di decidere, di dire no.

A volte aspetto fuori dalla porta, all’interno c’è un medico per una visita oppure il bambino sta mangiando.infotainer

Oggi una bambina guardava il televisore abbracciata alla mamma, non voleva vedermi, voleva rimanere così, abbracciata del calore materno.

Ho sorriso, le ho detto “brava”, magari passo dopo, lei mi saluta, mi sorride, mi ringrazia.

Molte persone pensano che questo delicato lavoro serva solo e unicamente al bambino malato, non è così.

Il compito più difficile, in quegli 8 minuti in una stanza, è quello di riportare, con diverse tecniche di psicologia,  comunicazione e giochi selezionati apposta, il potere ai genitori.

Quel potere perso davanti ad un dolore così immenso nel dover affrontare questo delicato momento.

Il bambino percepisce questo senso di onnipotenza che il genitore perde, e tu Mago, fai si che la magia avvenga nelle mani dei genitori stessi. Loro diventano  il mezzo della rivelazione magica,  e quel potere dona sorriso al malato, la forza di un sorriso diminuisce la soglia del dolore. (link)infotainer

Stanza dopo stanza, passo dopo passo, ad un certo punto il brusio intorno a me, il vociare leggero, i suoni dei passi si interrompono con un grido di dolore, straziante: “Non ne posso più, basta, fa male!“.

Non saprei definire l’età, ma era il grido di dolore  di un bambino molto piccolo.

Poi tutto si interrompe per pochi secondi, lentamente inizia il pianto sommesso e singhiozzante della mamma sempre più acuto.

Tutto intorno nel reparto cala il silenzio, i passi si sono fatti leggeri, i suoni spariti, anche quelli prima sommessi.

Gli sguardi intorno a me diventano vuoti, passano le persone, sembrano  sospese nel nulla.infotainer

Non conosco  il nome del bambino, non importa, rappresenta il dolore. Quel pianto era un suono di campana a morte ed io sono rimasto li, appoggiato alla porta con  il senso di vuoto, lo stomaco bloccato, il pianto singhiozzante e sommesso.

Dopo tanti anni in corsia è la prima volta che mi capita una cosa del genere, ti svuota, ti blocca, non la controlli quella sensazione, ti avvolge dentro, ti fagocita e ti rende tremendamente leggero.

Renata, la mia accompagnatrice mi dice che possiamo entrare nella stanza pochi metri più in fondo.

Entro, mi aspetta un altro bambino con suo padre. I nostri sguardi si incrociano, non abbiamo bisogno di dirci nulla, ci capiamo.

Mi accolgono  con un sorriso.

infotainer E’ lui che mi ridà l’energia, il bambino in vita, con il suo sorriso, i suoi occhi illuminati di stupore e penso che la vita continua, una giostra si ferma un’altra gira.

Ed ancora una vota capisco che ho paura,  ma non devo averne perchè questi bambini con il loro coraggio, il loro guardarti, il loro sorridere con gli occhi, mi dicono di non averne, di avere coraggio e continuare.

Vado avanti, ogni stanza successiva è una storia diversa,  è una vita, un dolore, un coraggio una promessa, una paura ed ognuna di essa è solo un monito che ti fa capire ancora una volta quanto siamo fortunati, perché tutto in questo vita è un grande ed unico dono.

Torno a casa, ed il fisico è svuotato, l’adrenalina scende molto lenta, troppo lenta, la stanchezza mi avvolge. Ho voglia di andare a dormire, ho voglia di pregare ed ancora una volta di ringraziare, nulla in questa vita è scontato.

Notte mondo.

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