LA MAGIA, MACCHINA DEL TEMPO DELLA FANTASIA

Dal 22 al 24 Luglio, in un un piccolo paese di nome Alpignano, non troppo lontano da Torino, si svolge ogni anno la fiera del Cossot, una festa che ti trasporta indietro nel tempo, nel medioevo. Tutti dovreste segnarvi la data e memorizzare questo bellissimo appuntamento.
Tutto il paese si trasforma, le vie si riempiono di tende di altri tempi dove uomini e donne in costume dell’epoca ti accolgono con un sorriso, e propongono oggetti, tessuti, borse, giochi, penne, agende in pelle di epoche passate di cui forse oggi sentiamo la mancanza. MAGIA, LA MACCHINA DEL TEMPO
Più che altro sentiamo la mancanza di quel ritorno alle cose normali, al rinunciare al superficiale, e vivere, gustare quello che la natura ci offre e quello che con la natura possiamo creare.

Passeggiando per il borgo del paese ti puoi imbattere in angoli dove scopri come 800 anni fa si producevano sedie, tavoli e bicchieri in legno, come si forgiavano spade e metalliMAGIA, LA MACCHINA DEL TEMPO, si costruivano tessuti con telai antichi, il tutto ricreato in ogni angolo delle strade.
E mentre cammini per il borgo alto del paese, sotto il fresco degli alberi che contornano le strade, ed i tuoi occhi viaggiano con la fantasia, ti ritrovi in un bosco dove più di 200 persone appassionate di questa epoca, hanno ricostruito un accampamento medioevale.
Sono presenti 20 gruppi storici, 150 figuranti, un angolo della falconeria, didattica storica, cucina dell’epoca e tanto altro da assaporare durante tutto il giorno.

Ecco che la magia diventa una macchina del tempo della fantasia, dove tutti sono invitati a portare i propri figli a fare una passeggiata indietro nel tempo, con le proprie mogli, con gli amici e farsi coinvolgere nei vari appuntamenti delle giornate:
Simulazioni di combattimento con le spade, di tiro con l’arco, momenti di danza e canti.

Io stato invitato come Mago itinerante dal mio amico Sandro Leonardi, cervello organizzatore dell’evento. Mi ha vestito da Frate Francescano e mi ha dato un ordine preciso: “Muoviti per tutto il giorno per il paese e benedicili con giochi di prestigio da lasciarli a bocca aperta”.
Sebbene il mago sia un artista che opera prevalentemente per un pubblico legato ai bambini, decido, vestito da frate, di portare la mia benedizione a tutti gli astanti che incontrerò nel mio cammino, Per quanto mi riguarda la capacità del mago è di comunicare attraverso la magia messaggi importanti educativi e di crescita.

Cammino avanti e indietro, fermo tutti, a volte per pochi secondi, una moneta che appare, che si trasforma, che si triplica e scompare, altre volte, in pochi minuti si forma un cerchio di persone ed allora le magie continuano, diventano spettacolo con GIANVITO, MAGO ILLUSIONISTA PRESTIGIATOREoggetti che escono fuori dalla mia borsa di pelle, corde, anelli, carte, palline. 4, 5, giochi per poi benedire la giornata con l’acqua santa e continuare il cammino in giro per il Borgo.

Ogni tenda dell’accampamento è un luogo dove hai l’opportunità di dare energia alla fantasia, dove ogni persona può tornare bambino, dove si può ascoltare come si viveva 800 anni fa.

Tra i personaggi che mi hanno colpito di più in queste giornate, una è Mario Corlino, per i più conosciuto come Prezzemolo, un artista della fantasia, che ti incanta con i suoi racconti e con la costruzione di semplici giochi con materiale di riciclo.
Prezzemolo, è uno straordinario “artista della fantasia”: cuneese, è un personaggio d’altri tempi che sa parlare alla modernità recuperando i giochi di una volta (“demore et ’na vira”). prezzemolo

mago, illusionista, mentalista

Lunga e folta barba bianca, cappello da montanaro, camicia scozzese, gilet e pantalone di velluto, Prezzemolo racconta ai bambini come si costruivano i giochi di una volta riciclando barattoli di latta, pezzetti di legno, carta, spaghi, fili di ferro, tappi di bottiglia, bottoni, camere d’aria di bicicletta, piume di gallina, stracci.

La giornata è trascorsa veloce, con un caldo estivo che ha fatto sudare parecchio, ma i sorrisi, le risate, i momenti di aggregazione, di spettacolo hanno reso tutto un poco più magico.
La fantasia, lo stupore, la meraviglia hanno colpito, hanno fermato le persone, le famiglie, gli amici, e per una giornata, un poco come in ricomincio da tre con Benigni e Troisi, la magia è diventata macchina del tempo della fantasia.

Grazie Sandro, grazie comune e Pro loco di Alpignano per aver creduto nel mio lavoro, grazie per avermi permesso di entrare nella vostra macchina del tempo.

Abracadabra, io creo mentre parlo.

Silenzio

Silenzio

scende lento

giorno dopo giorno nella tua assenza.

La colpa, che contrapposta al silenzio

si sedimenta come fango sulla strada della vita,

si indurisce con il sole che spietato spacca,

va nel profondo in cerca di acqua

per dissetare e riprendere vita.

Sentire il nulla,

annullare il pensiero ascoltare l’intorno

le voci e i rumori,

ma quando sei assente dal resto del mondo

senti solo silenzio.

È nel silenzio che lancio il mio grido,

nella speranza che la tua assenza nella mia vita torni presenza.

PENSIERI

PENSIERI

E poi volano, e poi tornano,

rimangono, girano, ti osservano,

si nutrono del tuo spirito e navigano, navigano, navigano.

Si nutrono mentre osservi,

si divertono a cambiare,

altre volte si fermano a sedimentare, fanno spuntare sorrisi

fanno meditare.

Immobile, in cammino,

seduto sul divano, sul letto o davanti ad un camino,

accesso o spento che sia,

puoi riempirti di gioia, tristezza, o allegria.

Li vorrei controllare, ma non posso, non riesco,

sono liberi di andare e venire viaggiare e tornare

e non ci sono porte bloccate

che ti possono fermare.

Loro hanno le chiavi di accesso,

per ogni luogo del tuo corpo

per entrare, guardare, restare,

sedimentare e partire.

Loro sono liberi di cambiare la tua vita

e passare.

I pensieri, non sono mai quelli di oggi e domani,

sovente fanno un viaggio nel tempo

e nel mio cuore

tornano sempre a ieri.

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Amore e dolore

AMORE E DOLORE

A volte la gioia
passa attraverso il dolore e viceversa.
Provare dolore non vuol dire morire
vuol dire anche amare,
ma in questo mondo virtuale non c’è più spazio
per usare la parola dolore.
Se amore e dolore
sono ai due estremi
cosa realmente rimane,
li nel centro,
in quell’equilibrio
punto di arrivo
punto di mezzo
di tutto il resto della vita che scorre
che ci sbatte a destra e a sinistra.

Dolore non cercato,
quello delle parole che tolgono dignità,
dell’essere, dolore della violenza subita,
uno schiaffo, un pugno, una cinghiata o una bastonata,
una bugia subita e non capita
che costringe a vagare nel vuoto per anni
convinti di cose contrarie
che come radici ti tengono bloccate al terreno,
non pemettono di prendere il volo
fino a trovare risposta
e metterla a quiete e perdonare.

Amore, di cui non sappiamo nulla,
perchè viviamo amore consumato.
Amore sentito,
amore che da vita ad altro amore
che cresce e si sparge nel mondo senza alcuna direzione.
Pensiamo che l’amore sia dovuto,
pensiamo all’amore meritato,
regolato da leggi di stato che tutto insegna
ma non l’amore
perché alla fine l’amore di stato
toglie la vita a chi l’amore l’ha donato.
E allora rimane quell’altalena
dove si poggia la il pilastro della vita,
da una parte il dolore
dall’altra l’amore, e li al centro
in quel punto di equilibrio tra tutte le cose
alle quali nessuno di noi sa dare un nome,

il punto, interrogativo.

Alla ricerca continua
di felicità effimera e virtuale,
ci spingiamo da una parte all’altra.
Dovremmo fermarci, spogliarci di tutto
godere di quanto ci è stato donato
e allora solo allora, di quel dolore e amore
potremmo dare un significato.

Il mondo cambia se tu cambi

IL MONDO CAMBIA SE TU CAMBI

RIFLESSIONI DI VITA DI UN PRESTIGIATORE:

Mentre pianifico il mio lavoro, scrivo news letter, focalizzo la direzione, mi prendo ogni tanto dei minuti di pausa e guardo il mondo dalla mia finestra. Ci sono argomenti che lasciano basiti, che fanno riflettere: 1) La mamma che denuncia il figlio minorenne di possesso di stupefacenti e questo per la vergogna si suicida 2) Orge Gay con i soldi di Palazzo Chigi: Il direttore della UNAR, Spano, si dimette dopo il servizio delle Iene. La UNAR dovrebbe occuparsi di finanziare con i fondi pubblici  le associazioni culturali, peccato che alcune di esse facevano tutt’altro  con i soldi di noi contribuenti 3) Disabili dimenticati, Il problema dei disservizi per i disabili dove Piff si incazza con Miccichè, un altro di quei personaggi della politica Italiana sui quali ti fai mille domande e l’elenco è lungo, lunghissimo. mentalista illusionistaSi è perso il concetto di Res pubblica, del diritto di noi cittadini di essere tutelati da uno stato che invece, con grande arroganza, fa il comodo suo. Un Paese sano dovrebbe poggiare le sue fondamenta su cultura, sanità, famiglia e lavoro ed invece, al contrario, il tutto del nulla che avanza e arricchisce le tasche di pochi. Populismo? semplicistico? No, è tutto reale ma continuiamo a lamentarci senza fare nulla di concreto. Personalmente ho imparato che con il mio lavoro posso iniziare a far cambiare il pensiero delle persone, anche con piccoli messaggi, e se cambi il pensiero, se questo diventa riflessione, potresti cambiare anche l’atteggiamento delle persone.

mentalista illusionistaOgnuno dovrebbe farlo con la forza di un sorriso, di una parola gentile, con un’azione che non per forza si direziona nell’obiettivo di fottere il prossimo, magari, al contrario, di aiutarla e creare una sana intersezione. Il mondo cambia se tu cambi

Mentalismo : Il potere delle parole chiave

Mentalismo : Il potere delle parole chiave

SanPaoloInvest, F.A.B (Fondo Assistenza e Benessere), Tsunami per Ge.f.ass (Assicurazioni), Astrazeneca, Polisportiva Tennis calcio Castiglione Torinese e l’Hotel Adler di Ortisei hanno richiesto a Dicembre il format: “Il potere delle parole chiave” uno Show durante il quale Gianvito Tracquilio, Mentalista, Marketing Infotainer, Brain Coach, miscela Magia, comunicazione, Psicologia e Mentalismo, uno spettacolo che lui stesso definisce “1h20 di ginnastica della mente” per traghettare i suoi spettatori e clienti, in un luogo dove tutto ciò che prima erano considerate delle semplici coincidenze, si trasformeranno in veri e propri miracoli.

Parole chiave perché le parole scelte dal pubblico prendono vita sul palco e giocando con pubblico stesso lo aiuta a comprendere come queste influenzano la nostra vita, le nostre decisioni, il nostro modo di agire e di interagire con il prossimo, nella vita personale e professionale di tutti i giorni.
Calcolo, osservazione, ascolto, lettura della mente e intuito, quest’ultimo che agisce utilizzando pancia, cuore e mente, 3 organi intelligenti che vivono di vita propria e che fungono da cassaforte della nostra memoria, delle nostre esperienze, delle nostre emozioni delle nostre decisioni quotidiane alle quali possiamo offrire valide alternative.
Gli spettatori verranno istruiti all’ascolto, alla connessione fisica, visiva e positiva, all’utilizzo della fantasia e dell’immaginazione e tutti questi fattori, sapientemente miscelati con sottili sotterfugi psicologici e tecniche di comunicazione verbale e non, daranno vita a tutta una serie di previsioni al limite dell’impossibile raccontate attraverso delle storie create dalla fantasia e l’immaginazione degli ospiti che saliranno sul palco a giocare con Gianvito.
Per un mentalista nulla è impossibile. Il suo compito durante uno spettacolo di mentalismo, non è solo quello ludico di divertire, stupire e meravigliare ma anche di aiutare a prendere consapevolezza della nostra energia che spesso rimane sopita per la paura di agire.
L’impossibile diventa possibile e  ogni piccolo problema della nostra vita, si svela una o più soluzioni che possono cambiare il nostro modo di agire e pensare.
Uno spettacolo che parla di positività, di energia sopita che può essere liberata e che se canalizzata nella giusta direzione, può regalare inaspettate e gradite sorprese, una ginnastica della mente che rende l’approccio alla vita quotidiana, ricco di piacevoli e incredibili sorprese.
Per info e prenotazioni Mail: gianvitosvito@gmail.com

Infotainer: traghettatore di pensieri positivi per le aziende

“Il mondo è negli occhi di chi guarda e nel cervello di chi interpreta”.

Infotainer: molti sono i clienti, aziende e privati, che decidono l’inserimento di un momento particolare all’interno del proprio evento. Questo momento dovrebbe inizialmente creare un momento apparentemente ludico poi  sul proseguire della serata, dovrebbe stimolare la platea alla riflessione sui contenuti elaborati durante la giornata lavorativa fatta di incontri, condivisioni di idee, lavori di gruppo e tanto altro.
Diversi sono gli approcci che le aziende leader sul mercato di Team Building e Coaching offrono sul piatto d’argento ai loro clienti.

Pochi sono coloro che adottano le tecniche di comunicazione miscelate sapientemente con quelle del pensiero magico che si cela nel mondo dell’illusionista e del mentalista, per creare e offrire uno spettacolo personalizzato, confezionato ad Hoc.

L’obiettivo? suscitare una forte emozione,  stimolare la fantasia e l’approccio alla vita quotidiana con una buona dose di ottimismo e pensiero positivo.

L’infotainer sul palco si addentra in un apparente caos fatto di parole, intuito, letture delle emozioni e traghetta lo spettatore accompagnandolo per mano, facendosi aiutare per sciogliere insieme i nodi del nostro cervello.
Ha un approccio al problema del tipo risolutivo e sostanzialmente pro attivo per la ricerca di una soluzione, perché per il mago ogni problema è una opportunità, non esiste la parola impossibile.
Impossibile è una parola che nasce nella mente della persona che si convince dell’impossibilità di soluzioni alternative che escano fuori dal proprio e personale sistema di apprendimento che l’inconscio ha clusterizzato nel tempo.
L’artista lavora in un apparente caos dove traghetta i suoi spettatori al fine di dimostrare che quel caos può essere plasmato a proprio piacimento per raggiungere obiettivi inaspettati.
Dobbiamo solo ascoltare, connetterci, giocare, affinare i sensi che ci mettono in contatto con il mondo esterno.

Tutto si rivelerà per quello che è. “Nulla è come appare, tutto è come sembra” sussurrava un grande Slydini, perchè alla fine non vediamo le cose per come sono ma per come siamo noi.
Ecco quindi presentarsi sul mercato, la figura del Magic Marketing Infotainer, colui che prima di tutto sceneggia l’intervento ad Hoc della vostra azienda utilizzando delle parole chiavi che sul palcoscenico prenderanno vita.
Una figura abituata a prendere in mano messaggi complessi e renderli semplici e fruibili, intrattenendo i vostri clienti negli spazi da voi utilizzati per il vostro evento (aula di lavoro, dopo cena, cocktail party, spettacolo da palco etc…).

L’infotainer Crea un momento di intrattenimento sempre diverso dove lo spettatore entra scopre e vive in prima persona le regole fondamentali per affrontare la vita quotidiana, professionale e personale : Ascolto, connessione, intuito, immaginazione. Quando questi elementi sono sapientemente miscelati, ecco che allora arrivano le coincidenze, che poi si rivelano per dei veri e propri miracoli.
Ecco che allora possiamo anche prevedere il futuro lì dove questo è stato già pianificato nella nostra mente e messo in pratica con le nostre azioni.
La nostra vita è un miracolo, la nostra famiglia è un miracolo, i nostri figli, gli amici, il lavoro, le nostre passioni, i nostri sogni: tutto si rivela nella sua grandezza e diventa uno spettacolo dove con l’arte del mentalismo tutto può accadere, dove la mente diventa solo strumento per comprendere quanta energia al giorno disperdiamo mentre invece la potremmo canalizzare meglio.
Scoprite la figura del Magic Marketing Infotainer e richiedetela per il vostro evento con il suo spettacolo confezionato per voi.

La mia Africa: poesia di un illusionista

La mia Africa

Ognuno ha un poco di Africa dentro di se.
La mia è colorata.
non mancano i colori su quei tessuti che indossa,
che sprigionano gioia di vivere, energia.La mia Africa
La mia Africa è profumata,
un profumo che ti assale,
piacevolmente avvolge,
forte, piccante, amaro e speziato
a volte miele.Lo riconosci il profumo dell’Africa quando, tornato da un viaggio,apri la valigia e lui ti assale, ti copre, lo chiamano mal d’Africa.

 

La mia Africa, non domandatemi perché,

è sempre gioia, ovunque la veda,
è nei suoi occhi quando guarda incantata,
nella sua voce quando canta,La mia Africa
nel suo essere quando balla,
ed io resto a osservarla, la mia Africa

e la immagino quando ama.
Il suo piacere si perde infinito in un tramonto della Savana.
dove in fondo, proprio li,
l’occhio si perde nel silenzio dell’anima,
li, lontano dove una famiglia di leoni si coccola a fine giornata
dopo aver cacciato ed essersi saziati.<a href="http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/LA-MIA-AFRICA-2 atorvastatin lipitor.jpg”>La mia Africa
La mia Africa è solitudine di un guerriero che attraversa il deserto della sua vita,
mentre il suo respiro
si miscela ai paesaggi all’apparenza uguali.
Il guerriero si ferma ogni tanto,
osserva e ringrazia,
ringrazia il tempo che passa,
mai sprecato
e dal vento accoglie le carezze di caldo
che sfiorano il suo viso,
i pensieri, mentre il sudore lento, scende e rinfresca.

La mia Africa
La mia Africa è allegria,
perché mentre tu cammini
nel mezzo di esseri umani,  connessi a testa bassa sullo smartphone di ultima generazione di cerebrolesi,
lei è lei,
libro da sfogliare
terra da coltivare,  film da girare e guardare e riguardare,
una vita da imparare
le gioie del gioire,
anche in un piccolo sorriso per ringraziare.
La mia Africa talvolta, spesso,
è voglia di capire,
tendere semplicemente una mano ad aiutare,
per liberarsi dal peso che indosso
talvolta inutile per la vita del consumo veloce,
dove i sentimenti si perdono,
diventano invisibili,
in balia del vento inutili.

La mia Africa
La mia Africa grida in silenzio
mentre aspetti l’arrivo del monsone
che con rabbia funesta tutto rinfresca.
La mia africa è speranza,
un lembo di terra, immenso dove approdare ogni tanto,
per riempirmi di vita,
gioia, sorrisi, balli e canti
amore da dire, amore da donare,
il uno spazio talmente infinito
dove amo con tutto me stesso il perdermi.

La magia silenziosa del Kenya, il viaggio continua

IL MAGO ILLUSIONISTA DI TORINO RACCONTA : QUANDO LA MAGIA E’ SILENZIO IN KENYA DIVENTA MUKIRI.

Come avevo previsto, nell’organizzare questo viaggio alla scoperta del Kenya e dopo aver dedicato i primi 6 giorni alla scoperta di alcuni dei più bei parchi nazionali alla ricerca di quelle emozioni legate alla natura, agli animali (ricordando purtroppo che molti sono in via d’estinzione per colpa della stupidità dell’uomo) ai paesaggi, il viaggio cambia di prospettiva e riparto da Nairobi unendomi ad un Tour organizzato dalla Missione della Consolata di Torino (VEDI LINK)
Il mago illusionista di Torino va alla scoperta di altre sfumature di questo bellissimo paese, sfumature legate purtroppo ad una linea di demarcazione che apre altre ferite dell’animo ma che crea un sottile filo di speranza.
Tutto inizia a Torino con un incontro con Padre Adolfo De Col, padre Missionario della Consolata che opera da più di 40 anni in Kenya e che negli ultimi 24 anni ha organizzato diversi Tour che sono: “…ben lontani dal tipici Safari, ma sono invece dei viaggi alla scoperta della vita, delle etnie, delle culture e della realtà missionaria del paese. Una presa di coscienza del ruolo e dell’impegno che ognuno di noi ha nel mondo”.

Non è un viaggio facile sopratutto quando come sempre la realtà nuda e cruda te la ritrovi sbattuta in faccia uscendo dagli alberghi perennemente blindati e controllati dalla polizia militare o da enti privati.
Bastano pochi km e ti ritrovi in una realtà parallela, assurda, contraddittoria, maleodorante, instabile, a tratti visibilmente e igienicamente primitiva, ma stranamente ricca di suoni, colori e sorrisi, gioia, che ti accolgono con quello sguardo di centinaia di bambini e con i loro genitori che ti aspettano con gli occhi pieni di speranza.

Mago Torino
Con la Missione della Consolata arrivano le magie.

Parto proprio dalla loro canzone che ti accoglie in maniera semplice ed immediata, una canzone in Swajili, il dialetto più diffuso in Kenya “Jambo Buana”. (Link you tube)
Il testo dice questo: “Ciao visitatore, come va?, Molto bene!, gli stranieri sono benvenuti nel nostro Kenya, nessun problema, il Kenya è un bel paese, non c’è problema, il Kenya è un paese meraviglioso, pieno di pace, dove non ci sono problemi”.

Il mago illusionista di Torino parte dal testo di questa canzone e vi incita ad ascoltarla osservando questa foto, perché questa è la prima contraddizione che noi “visitatori” dobbiamo affrontare con un nodo alla gola.
Mago Torino

Questa foto è stata scatta nello Slam di Nairobi, ai confini di quella realtà ricca di business, opportunità per pochi prescelti, grattacieli, alberghi extra lusso, SUV giapponesi che sono venduti con i navigatori in lingua Giapponese, con i vetri oscurati e tanto altro, macchine che scorrono per le strade delle principali città, in un mondo parallelo, un binario che scorre e che miete vittime innocenti lasciate ai margini senza alcuna azione di “recupero” da parte proprio di quella realtà che con un piccolo gesto potrebbe ma forse, penso, preferisce e non so per quale motivo, rimanere indifferente.

Eh si, perché se pensiamo al MOI,  Moi a Nairobimonumento eretto nel centro di Nairobi  costato milioni di dollari, le contraddizioni saltano agli occhi, qui in Africa, come in Brasile che con queste Olimpiadi ben lontane dallo spirito di Pierre de Coubertin, hanno arricchito pochi con opere edilizie rimaste in sospeso a discapito di milioni di poveri che sono diventati invisibili e tali rimarranno agli occhi del mondo.
Rimarranno solo scheletri di cemento che diventeranno nel prossimo futuro, centri di spaccio o dormitori per i senza tetto in tutte le città del mondo dove l’apparire in mondo visione è molto più importante del tendere la mano. Stiamo riempendo angoli di città nel mondo di mostri senza anima, ne abbiamo un esempio a Torino che dopo le Olimpiadi invernali non è riuscita a far quadrare i bilanci di opere rimaste inutilizzate. Peccato, sarebbero potute diventare centri di smistamento della cultura, dell’arte, dell’incontro e della condivisione.

Ma se le prossime Olimpiadi venissero dedicate alla fame nel mondo e tutti i proventi venissero destinati dove c’è bisogno di ricostruire partendo da quei 4 pilastri: cultura, sanità, scuola e famiglia, ? Molti di voi direbbero “UTOPIA” e a me appare una parola che sa di sconfitta.

Ma non i tutti i posti che visitiamo troviamo indifferenza. Molti dei missionari della consolata e molte suore che operano sul territorio da più di 60 anni, hanno creato strutture incredibili che accolgono i più deboli, i bisognosi di cure o di istruzione, che desiderano avere la possibilità di imparare un mestiere per rendersi autonomi ed in grado di sostenere una famiglia con dignità. Pare sempre più evidente che una delle prime missioni dell’ ”apparenza” umana sia quella di abbattere i pilastri di una società civile: Cultura, Sanità, Scuola, Famiglia, perché così facendo sistematicamente si sottomette una intera popolazione, che nel tempo, rimanendo nell’ignoranza, si accontenta e rimane ai margini.
6o anni fa questi missionari sono arrivate senza nulla, hanno abitato nel nulla e dal nulla hanno creato ospedali, centri di incontro, luoghi per imparare un mestiere e tanto altro.

I primi 5 giorni il mago illusionista di Torino visita il seminario di Langata e la Missione di Sagana per poi spostarmi in un’altra missione quella di Karima dove godiamo di una messa dove trovo un vero momento di comunione inteso come incontro della comunità, con canti che vengono dallo spirito, con i preti che fanno la messa in doppia lingua per ringraziarci della nostra presenza, dove l’offertorio è un momento vero, una testimonianza del significato del donare, dove tutti escono dalla chiesa per poi rientrare con beni di ogni genere e di prima necessità per tutti coloro che hanno bisogno. Il mago illusionista di Torino  vi assicura che coloro che donano non sono proprio il simbolo della ricchezza ma si stanno privando a loro volta dei loro beni per aiutare altri della comunità che hanno di meno, il cerchio della vita prende significato vero.

Peccato il senatore di turno accerchiato dalle sue guardie del corpo, che al termine della messa prende il microfono in mano e parla per 15 minuti (nel 2017 ci saranno le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica) per poi a conclusione del monologo prelevare dalla tasca una “mazzetta” di soldi e darla visibilmente al prete davanti a tutti, in un luogo sacro dove forse la vera carità andrebbe fatta silenziosamente e discretamente.
Ecco le contraddizioni che stonano, che non tornano e che mi fanno contorcere lo stomaco, ma passo oltre anche pensando che se lo avesse fatto un politico in un qualsiasi paese europeo, i giornali avverrebbero gridato allo scandalo.

Il mago illusionista  di Torino indossa il suo naso rosso e rimane in chiesa con i bambini chiesa.  Posso solo donare a loro la meraviglia di un sorriso ed il più bel regalo che ricevo in cambio è la loro gioia al termine dello show, (foto) i loro abbracci, la loro voglia di continuare a stupirsi. Padre Adolfo mi incita ad andare a mangiare, ma il mago illusionista  di Torino non ha fame, è sazio di quanto riceve e devo ammettere che è un ingordigia sana.

Mago Torino
Al di la di queste osservazioni personali tutte le missioni dove veniamo portati da Padre Adolfo de Col sanno veramente di impossibile. Entriamo in luoghi dove suore e preti, lontani dai poteri politici della Chiesa di Roma e del dio soldo rinchiuso nelle banca dello Ior, nelle azioni della Beretta e dagli scandali vari che Papa Francesco piano piano sta smantellando, hanno costruito negli anni opere che aiutano i dimenticati ma che sopratutto tutelano i bambini, unica fonte certa di un futuro sano.
Basti pensare che a Kiirua, suor Maria Pia,  (link) che vive li da più di 50 anni, oggi gestisce un orfanotrofio con più di 200 bambini ed un’ospedale dove ogni anno partoriscono circa 2000 donne. In questo ospedale non esistono figure professionali “fisse” ma solo medici che saltuariamente arrivano da paesi stranieri qualche mese all’anno per prestare la loro opera gratuitamente. In che mondo viviamo se non ci preoccupiamo di preservare la parte “sanitaria” di un essere umano che dovrebbe essere un diritto e non un favore a chiedere pregando, sperando in un miracolo caduto dall’alto?
Continuo il mio viaggio in questo paese ricco di energia soffocata e contraddizioni, un paese che non è molto lontano dalla nostra Italia dove ormai la classe intermedia sta sparendo e si sta creando sempre di più un divario tra ricco e povero.
Il mago illusionista  di Torino può solo prendere consapevolezza e condividere il suo pensiero; stando qui posso contribuire con padre Adolfo e le Missioni che visitiamo, con il mio sorriso, il mio naso rosso e la mia valigetta con le poche magie che potevo portare dall’Italia, ma che negli occhi dei bambini e forse nella loro mente, possono creare quel momento di stupore e meraviglia che li potrà aiutare a pensare che nulla è impossibile, tutto è realizzabile, basta volerlo, una piccola goccia gettata nell’oceano, ma che con altre milioni di gocce potrebbero creare un futuro migliore.

Ognuno di noi può contribuire nel proprio piccolo, ma ne parleremo al prossimo appuntamento.
Intanto ci fermiamo alla pompa di benzina per il rifornimento e vedo che il driver non paga con le banconote ma con il suo cellulare: qui usano “Empesa”, un applicazione che ti permette di caricare sul tuo cellulare un certo quantitativo di soldi e pagare tramite il suo utilizzo.
Siamo in Kenya, in Italia non abbiamo nulla del genere, siamo già paese del terzo mondo?
Sono le 19:00 di sera, stiamo tornando in Albergo, la strada è lunga, non esiste illuminazione, l’autista è concentrato, centinaia sono le buche da evitare. Passiamo davanti a piccoli paesini con le case in legno ai lati della strada dove si intravedono sulle finestre delle candele accese che illuminano con delicatezza storie di altre vite che hanno terminato il presente, perché domani è un altro giorno e tutto potrebbe accadere.
Il giorno dopo siamo nella zona del Meru e precisamente a Mukululu, nome apparentemente pastrano ma che ormai è diffuso in tutta la zona. Sapete perché? perché ci vive fratello Argese, l’uomo che ha incanalato le gocce d’acqua sulle foglie, (link con il video di approfondimento) un altro missionario che vive qui da 50 anni, e che con la sua terza media ha costruito 30 chiese e altrettante abitazioni per i missionari, ed ha creato, dalla raccolta dell’acqua pluviale da una foresta a 2500 metri, un bacino di acqua che oggi rifornisce, tramite un acquedotto che si estende per circa 380 km, migliaia di persone.

Argese il Missionario del Silenzio
E’ qualche cosa di veramente incredibile. Qui i locali lo chiamano affettuosamente “Mukiri”, uomo del silenzio. Eh si, questo uomo in silenzio ha realizzato qualche cosa di incredibile, è uno di quegli esempi di quando il dono è canalizzato e prende consapevolezza, lui l’ha fatto in silenzio, scalando una montagna di 2500 metri circondata da una foresta che ricorda l’Amazzonia.
Si è domandato: ma l’acqua frutto della condensa del mattino, quale itinerario segue? Ha scoperto che quella in superficie si raduna in una cascatella dalla quale ha fatto partire un tubo che incanala l’acqua alla missione di Turu che alberga 230 bambini poliomelitici, ritardati mentali e spastici i quali rischiavano di soffrire la sete in quanto i serbatoi che contenevano l’acqua piovana stavano per esaurirsi. Per risparmiare quest’acqua i bambini erano obbligati a lavarsi il volto con la rugiada del mattino depositata sul prato. In seconda battuta “Mukiri” si è domandato dove andava a sparire l’acqua che scompariva nel terreno. Ha quindi scavato centinaia di metri di gallerie in sezione. Dalle pareti delle gallerie scendeva dell’acqua impedita dallo stato impermeabile e veniva raccolta in un canaletto sottostante che faceva fluire l’acqua alla grande riserva. Walter Rolfo, con il suo progetto Masters Of Magic, dovrebbe inserirlo a pieno titolo nel suo spettacolo dove dimostra che nulla è impossibile. Per ora è tutto, ora siamo fermi a Masai Mara, altro luogo incredibile dove la natura ti lascia a bocca aperta.

Il prossimo appuntamento è alle porte di Nairobi dove mi aspetta la missione che si occupa del recupero dei ragazzi di strada e delle opere sanitarie realizzate in un altro Slam alle porte della città dove vivono confinati circa 800.000 persone.
Akuna Matata e Asante sana (non c’è problema e grazie per la lettura).

Diario di bordo di un Mago in Africa: Magia vera

L’OCCHIO OSSERVA QUELLO CHE È ESSENZIALE AL CUORE: IL VIAGGIO, MAGIA VERA

2ndo giorno: sono  pronto per partire  alle 05.30 della mattina per raggiungere la seconda tappa del viaggio, il Parco nazionale di Meru, dove George Adamson, uno dei padri fondatori della conservazione della fauna selvatica,   prima di essere ucciso dai Bracconieri,  ha condotto studi sui Leoni tanto da essere definito in Swaili “Baba ya Simba“, letteralmente “Padre dei leoni” .

Da Solio a Meru passeremo da 2400 metri di altitudine a 800 e percorreremo circa 200 km, una distanza per noi Europei relativamente breve, ma qui per diverse ragioni ci vorranno circa 4 ore e mezza (pause comprese), una magia vera.
Una delle cose che apprezzi di questo paese è la relatività del tempo, perché in Africa parlare del tempo è tempo perso e se pensi di arrivare qui con lo stress Europeo della comodità e dei viaggi relax, allora é meglio che resti a casa e ti affidi ad un Tour Operator che ti porti in luoghi dove tutto è All inclusive, ma torniamo a noi.
Per prima cosa il limite di velocità di 80 km. Dovete sapere che qui in Kenya tutte le vetture sono dotate di un sistema che ti impedisce di andare oltre. Certo, gli autoctoni hanno anche un sistema per ovviare al problema, peccato che la polizia qui non scherzi e se ti beccano superare i limiti le multe sono molto salate (5000 scellini per gli autoctoni che da noi sono 5 € e 50.000 scellini per i turisti, ragionate pensate che in Kenia uno stipendio medio è di 120€, una seconda magia vera).
Seconda cosa sono i “Bump”, dei dossi di cemento preceduti da 4 piccoli dossi che se presi sopra i 20km distruggerebbero l’albero motore di qualsiasi vettura.
Per ultimo ma non meno importante è che strada facendo il cemento ad un certo punto diventa una collezione di buche molto pericolose.
Da Solio a fino a Timaru la strada è ben asfaltata ed ai lati si può ammirare un paesaggio ricco di campi coltivati e serre, distese immense di colori accesi ed una fitta vegetazione. Da Timau in poi, girato l’angolo della strada principale per dirigersi verso Kirua e subito dopo Meru tutto cambia e non puoi fare altro che osservarlo questo contrasto di paesaggi, colori, persone, mezzi di trasporto.
La strada inizia a riempirsi di buche ed il tuo driver si trasforma in Alberto Tomba mentre il mezzo inizia a fare lo slalom sia per evitare le buche che i mezzi provenienti dalla parte opposta, se puoi pensare puoi farlo e qui la cosa che fai continuamente è evitare gli incidenti, una terza magia vera.
Si attraversano diverse località dove ai lati della strada le abitazioni e le attività commerciali diventano sempre più spartane e caoticamente distribuite. Le strade sono percorse da centinaia di moto “Bajaji” qui chiamate “Pic Pic”,  con a bordo spesso fino a 4 persone;  altre volte le vedi cariche di 6 taniche gialle (ognuna da 20 litri) che vengono utilizzate per il trasporto dell’acqua, altre volte legname, tessuti, caricate all’inverosimile.
Abbiamo appena superato un Bajai con una intera famiglia e subito dopo un altro con una struttura di ferro montata sul sedile posteriore che serve per trasportare una tanica di alluminio da 50 litri posta sul lato destro creando un equilibrio precario del mezzo.

Magia vera
Equilibri Kenioti

Penso: non sarebbero stato meglio due taniche da 25 litri poste da entrambe i lati? Mi rendo conto di essermi posto una domanda di troppo mentre osservo il mezzo che che si mantiene in equilibrio precario pendendo tutto dalla parte opposta, una quarta magia vera; mentre facciamo slalom gigante ed evitiamo il Bajaji sulla nostra corsia sinistra, allargandoci a destra (vi ricordo che qui la guida è a destra) rischiamo un frontale con un altro Bajai carico di foglie di palma che fuoriescono di 1 metro da ambo i lati; i brividi salgono sulla schiena mentre il driver trasformato in Alberto Tomba lo evita,  una quinta magia vera.

Intanto su ambo i lati della strada persone a piedi che al tuo passaggio ti salutano con un sorriso sincero, tutti indistintamente ti guardano sorridono, qui sorridono tutti, sorridono con gli occhi, un sorriso che spiazza, che ti tramortisce, un sorriso che vorrei vedere sul viso degli Europei, quegli Europei che hanno tutto e non basta mai, sempre alla ricerca del “materiale per apparire”, una tristezza che gli Europei talvolta curano andando dallo psicoterapeuta, una figura professionale che qui in Kenya non conoscono, questa è la sesta magia vera, quella che più mi piace.
Africa, terra di contrasti, colori accesi ed equilibri precari, gioia e allegria che nascondono quello che noi definiamo “povertà” perché quello che vedi è indiscutibilmente una realtà lontana dal nostro benessere, la povertà che ti accoglie sorridendo, salutando, osservandoti con quei visi ricchi di chi vive il presente, il passato è passato ed il futuro una incognita che non ha residenza, l’ultima magia vera.

MERU & SAMBURU INTERNATIONAL PARK: MAGIA VERA

Magia vera

Ci tengo a ribadire e a sottolineare che l’Africa non è un luogo dove ti puoi inventare un viaggio fai da te, affidatevi ad una guida professionale che organizzerá il miglior tour rispettando le vostre esigenze e aspettative, noi dopo diverse ricerche su Internet ci siamo affidati al Kenia Safari Explorer e alla perfetta organizzazione di Alberto Michieli,  Managing Director assieme al suo socio Jan Pierr Monti, due professionisti che hanno girato il mondo per 15 anni per poi viaggiare per altri 20 in Africa, (Botswana, Namibia, Uganda, Ruanda, Tanzania, Sudan, Sudafrica e Kenya). Hanno scelto di fermarsi in Kenya, come definiscono sulla loro brochure: ” uno dei paesi africani più ricchi sia in termini di biodiversità e natura, che per quanto riguarda le diverse specie di flora e fauna“.
La loro personale sfida è quella di proteggere il patrimonio culturale e Antropologico perché il viaggio diventi un momento di conoscenza, di comprensione e di rispetto del luogo che ci si appresta a conoscere.
Meru e Samburu sono le due tappe successive alla riserva di Solio. La differenza la cogli subito da due fattori: il primo è quello relativo all’altitudine perché passando da 2500 a 800 metri le temperature cambiano e secondo cambia il tipo di vegetazione che oserei definire più “Jurassica”.
Ed è in questo ambiente Jurassico che inizia la caccia grossa con la macchina foto alla ricerca dei “Big Five”:
Leone, Bufalo, Elefante, Rinoceronte e Leopardo.
4 giornate scandite da Safari che iniziano la mattina presto alle 06.30 fino alle 12.30.ed il pomeriggio, dopo un breve riposo, dalle 16.00 fino alle 18.30, orario di rientro nei Lodge recintati per evitare l’entrata di animali pericolosi.

Magia vera
Quando a poca distanza da te incontri animali in via di estinzione, la tua caccia grossa è solo e unicamente con i tuoi occhi, il tuo cuore e la tua mente

Sebbene la parola “estinzione” sia perennemente presente ogni volta che si incontra qualsiasi animale della Savana, riusciamo in 4 giorni a vivere emozioni che ti lasciano il riflettere sul perché di questo dramma creato dalla stupida avidità dell’uomo e questa non è magia, quanto di

La risposta è sempre la stessa: il Dio Denaro che tutto decide, che ti dà lo status sociale, che ti permette di calpestare la dignità di chi ha meno. Una zanna d’Avorio di elefante che pesa circa 200 kg, viene valuta sul mercato circa 40.000 dollari al kg, il conto è fatto, per uccidere un Leone ci sono persone che pagano fino a 60.000 dollari, mi fermo qui, ho la nausea.
La mia caccia è con gli occhi e purtroppo con il telefonino S4 Samsung visto che la macchina foto professionale si è rotta prima della partenza, ma nonostante ciò riesco a catturare degli incontri a breve distanza sia con i Big Five che con molteplici erbivori. Non catturo solo l’animale ma la sua eleganza, la sua bellezza nei momenti intimi della giornata, mentre mangia, dorme, attraversa la strada, mentre osserva o in gruppo fa la guardia e quindi capisci che è il capobranco.
Preferisco far parlare questo primo report che vi allego, nella speranza che anche voi possiate goderne la meraviglia e l’essenza, la settima ed ultima  vera magia.
Potete cliccare sul VIDEO REPORT che dura meno di 4 minuti, l’ho realizzato con un semplice telefonino, ma credo di essere riuscito a regalarvi dei momenti emozionanti.
Mentre mi dirigo al parco nazionale di Aberdare a caccia di nuove emozioni recintate in 388 km di rete elettrica vi saluto con l’anima il cuore e la mente e come dicono qui in Kenia: Asante Sana che vuol dire grazie, per la lettura e la pazienza.