PARLARE IN PUBBLICO IL CORSO DI GIANVITO

CORSO PER PARLARE IN PUBBLICO DI GIANVITO

Public speaking, parlare in pubblico, l’arte oratoria che necessita di diversi strumenti, ognuno da utilizzare nei diversi contesti dove siamo chiamati ad intervenire. Prima di decidere di intraprendere un corso del genere, è necessario comprendere chi è il docente che terrà il suo corso.

Ogni docente ha una sua esperienza, un suo personale percorso che permette di portare in aula strategie e metodologie efficaci.

In questo video nei primi 2 minuti mi presento, mi sembra educato visto che forse non ci conosciamo.

Nei successivi 2 minuti ti racconto come io oggi immagino un corso per parlare in pubblico.

CORSO PER PARLARE IN PUBBLICO DI GIANVITO

La comunicazione parte non dalla bocca che parla, ma dall’orecchio che ascolta

Obiettivo del corso è creare un percorso di motivazione che ti aiuti a prendere coscienza dei codici linguistici per migliorare competenze legate alla:

Capacità di parlare in pubblico (da riunioni interne fino a platee di oltre 500 persone)

– Capacità di realizzare un’ottima presentazione con l’ausilio di supporti informatici (Key Note, PPT), con il corretto utilizzo di immagini, metafore, video, suoni e vissuti personali.

– Gestione della comunicazione sui social

– Realizzazione video

– La comunicazione attraverso Mail e News letter.

– Come scrivere, cosa scrivere, come ottenere un efficace feedback.

Oggi la comunicazione avviene al tempo di un battito di ciglia.

Ascoltiamo o sentiamo? Vediamo o guardiamo? Imparare a comunicare bene, migliora la qualità della vita, personale e professionale.

Prima di saper parlare in pubblico è necessario imparare ad ascoltare, con l’udito e con la vista per iniziare a comunicare con il mondo esterno, quello quotidiano.

Rimanere in ascolto ci permette di vedere la realtà per come essa è, per poi agire di conseguenza. Prima di parlare è fondamentale fermarsi pensare e agire, per mettere in atto la modalità corretta, gli strumenti linguistici appresi durante il corso.

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Corona Virus, la natura urla: fermatevi

CORONA VIRUS: LA NATURA URLA: FERMATEVI!

Ci siamo fermati tutti.
Le città sono fantasmi silenziosi e noi in questo silenzio al quale non siamo piú abituati, dobbiamo fare i conti con il frastuono che c’è dentro di noi.
Riflettiamo sulle nostre paure, sui nostri errori, sui nostri liti.

Nonstante tutto, rimaniamo fermi a riflettere  sul nostro senso di onnipotenza messo in ginocchio da un qualche cosa di enormemente piú piccolo del nostro Ego.

Guarda il video YouTube:

CORONA VIRUS:
QUANDO LA NATURA CI OBBLIGA A FERMARCI

Finalmente ci troviamo a fare i conti con la noia ed in quella noia, per mantenere il cervello attivo e vivere questo momento con serenitá, ci riinventiamo.

CORONA VIRUS
I libri che non avevamo letto, i piaceri che abbiamo procastinato, le cose che non avevamo piú fatto.

Cuciniamo il pane, facciamo torte, riempiamo di attenzioni il nostro partner.

Vhiudiamoci sotto le coperte a guardarci la serie TV che non avevamo interrotto…tutta di fila, come un barattolo di Nutella.

Ci sará tanto da riprogrammare ma intanto, riprendiamo possesso del  bambino che abbiamo dentro di noi e che probabilmente abbiamo sedato.

Diamogli vita perché sarà lui il motore di Ri-partenza. La sua curiositá, la sua esperienza, la sua gioia di vivere.

CORONA VIRUS: LA NATURA URLA: FERMATEVI!

La natura ci ha dato indietro un tempo che avevamo dimenticato e mentre  cala lo smog, cala anche il silenzio.

In quel silenzio  siamo costretti a riflettere sul nostro agire.

Un agire che nel momento della ri-partenza, dovrà essere testimone di un cambiamento radicale dei nostri modi di comunicare con noi stessi e con il prossimo.

Una ri-partenza che sarà presa di coscienza dei nostri limiti, delle nostre paure, dei nostri sentimenti.

Daremo valore a tutti quei sogni che abbiamo procastinato e daremo valore al nostro vivere quotidiano.

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IL CORONA VIRUS SPIEGATO AI BAMBINI

IL CORONA VIRUS DA SPIEGARE AI BAMBINI :

Questo  morbo  si sta infiltrando nelle nostre vite modificando, , le nostre abitudini, quelle con i nostri familiari, con i nostri amici.

Abbiamo visto  modificare il nostro luogo del lavoro, trasformandolo sempre di più in smart working.

Sebbene alcuni cambiamenti di vita quotidiana possano esser visti positivamente, sono purtroppo  accompagnati da una bella dose di paura.

Una paura veicolata attraverso un sistema  di   comunicazione  mediatico talvolta  troppo aggressivo per il nostro debole cervello rettile.

Tra Febbraio e Marzo,  abbiamo assistito ad una comunicazione istituzionale dove sono state tralasciate informazioni che avrebbero tranquillizzato il nostro paese.

In sostanza abbiamo subito una comunicazione veicolata nella maniera sbagliata, troppo sensazionalistica.

In questo grande vortice dove noi adulti veniamo fagocitati, i più piccoli pagheranno le conseguenze delle nostre paure e delle nostre ansie.

Ne ho parlato con Filippo Chiadò Puli, Ceo e Fondatore della CircoWow Eventi, azienda leader nell’intrattenimento per le famiglia e le aziende.

Un professionista dell’intrattenimento, un attento studioso di tutti gli aspetti cognitivi, psicologici, educativi legati al gioco per imparare, per crescere, per stupirsi, comunicare ed educare a vivere nel  rispetto del  mondo in cui viviamo.

IL CORONA VIRUS SPIEGATO AI BAMBINI

I bambini sono spugne, ascoltano con l’udito e la vista e di   conseguenza  assorbono non solo le informazioni ma anche le nostre paure, i nostri disagi, le nostre ansie.

Dobbiamo  trasformare questo momento (che ci “costringe” piacevolmente a restare in casa), in uno spazio di leggerezza, spensieratezza, contatto e ascolto vero.

È necessario  riinventarci, giocare  per spiegare attraverso l’utilizzo del gioco, il Corona Virus nella maniera corretta.

Dunque è  dovere di noi genitori,   trasmettere tranquillità, facendo capire che l’adulto eroe, sta facendo tutto il possibile per tornare alla vita di prima.

Per farlo però ci vuole sacrificio, un poco di regole, e queste le possiamo spiegare proprio utilizzando il mezzo più potente che abbiamo a disposizione: la fantasia, l’immaginazione.

Possiamo trasformare la paura in una sana consapevolezza.

Buona visione

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INFOTAINER: ARTIGIANO DELLE EMOZIONI

INFOTAINER:  ARTIGIANO DELLE EMOZIONI

La mia start-up inizia 3 anni fa.

Quando oggi mi presento come Infotainer, “alcune” persone, non focalizzano perfettamente il mio ruolo come consulente di comunicazione.

Immaginate un artigiano, colui che toglie per avere all’essenza, io quell’essenza la chiamo emozione.

Ultimamente ho presentato il mio lavoro di Public speaking, ed un cliente mi ha detto che venivo percepito come mago.

Ho risposto lui che più che un mago sono un artigiano, un artigiano delle emozioni.

Come artigiano, studio l’emozione più plausibile da veicolare sul palco per poi coinvolgere  il pubblico con suoni, parole, immagini, movimenti di scena e alcune volte esperimenti di mentalismo, giusto per condividere i limiti della mente, dove nulla è impossibile.

INFOTAINER:  ARTIGIANO DELLE EMOZIONI

Un mago è colui che immagina, che supera le barriere della percezione (perché percepiamo la realtà come noi siamo, non come la immaginiamo).

In qualità di Infotainer,  il mio compito è quello di comprendere l’obiettivo del contesto dove vengo chiamato ad operare.

L’infotainer, il mago della comunicazione, l’artigiano delle emozioni  l’anno scorso, è  stato chiamato dal suo cliente C.C.M, nella figura di Alfredo Pascali, per la  realizzazione di  un Flash Mob a Milano per l’apertura della Milano Heart week

Regalando emozioni abbiamo dato il via ad una settimana unica nel suo genere.

Con i miei interventi di consulenza di comunicazione,   permetto ai miei clienti di tornare bambini, di vedere, o meglio percepire le cose al di la di come esse appaiono.

Nel mio piccolo voglio  migliorare il mondo, perchè quando comunichiamo bene, viviamo meglio e quando questo accade, vivono meglio le persone intorno a noi.

INFOTAINER:  ARTIGIANO DELLE EMOZIONI

Sono  un mago? si!

Sono un artigiano delle emozioni e ne vado fiero, ma  se per qualcuno, un mago non è un comunicatore, non me la prendo.

Milano Heart week, intanto si prepara per la seconda edizione, riparte a Settembre.

Una settimana intensa con molteplici eventi gratuiti per parlare di prevenzione del cuore.

Auguro buon lavoro a tutto il CCM,  certo che i numeri aumenteranno, quei numeri che moltiplicati all’infinito, fanno battere il cuore. I

Inizia il conto alla rovescia, rimanete sintonizzati su  

Milano Heart Week 

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NULLA E’ COME APPARE

ATTENTI AI VENDITORI DI “FUMO”

L’altro giorno mi sono imbattuto su linkedin, su un interessante post di Fabrizio Cotza, di cui allego Link “Ti affideresti ad un dietologo grasso?“. Il post aveva diverse sfumature. Li per li avrei risposto assolutamente no, ma sarebbe stata una risposta di pancia, sopratutto per la foto che Fabrizio ha inserito.

Poi ho rallentato il mio pensiero, mi sono preso il mio tempo per riflettere ed ho attivato consapevolmente uno dei Bias mentali che preferisco, quello dell’illusione della frequenza.

State aspettando un figlio, a breve diventerete madri o padri? ecco che tutto quello che vi circonda parlerà di pannolini, cacca, nanna, Ikea. Ed ecco che mi si è aperto il mondo ed ho avuto la risposta che cercavo.

Nulla è come appare

Al post provocatorio avrei risposto si, perché magari, dietro quella foto “estrema” di Fabrizio, si cela una persona che può avere avuto problemi di tiroide e quindi essere ingrassata a dismisura. Di conseguenza questa persona potrebbe avere  deciso di aiutare le persone con problemi di obesità.

E questo fa riflettere, perché spesso ci appoggiamo alle persone che trasmettono qualche cosa di forte, quel cambiamento che noi non riusciamo a fare con noi stessi, ed allora gettiamo al vento le nostre ancore di salvezza e le affidiamo alle persone sbagliate.

Nulla è come appare

Ma noi continuiamo ad affidarci alle persone che appaiono come noi vorremmo essere, perché il nostro desiderio è essere migliore di quel che siamo, li dove purtroppo non siamo capaci di vedere e comprendere le nostre potenzialità.

 Leggete il bellissimo post di Filippo Poletti su linkedin su Enzo Muscia. 

Oppure l’outing bellissimo di Laura Giannotti dopo un colloquio con un HR che le domanda “cosa ha lei di differente dagli altri speaker motivazionali”

Queste sono realtà vere, vissuti importanti, e concreti dai quali dovremmo prendere realmente esempio. Mi domando però,  come se avessi 5 anni (cit. Philadelphia), perché le aziende non scelgano anche le persone normali , che non hanno vinto 3 guiness dei primati o hanno rifatto nascere un’azienda, ma semplicemente, dopo essersi ritrovati a 43 anni, licenziati, senza un posto di lavoro, si sono riinventati dal nulla.

Infotainer mentalista

Un giorno racconterò la mia storia, il mio cambiamento. Non sono diventato ricco, non ho raggiunto la felicità assoluta che non esiste, ma ho raggiunto la serenità cche mi permette di scegliere dove andare,  con chi lavorare, e sopratutto dire di no quando i miei 3 cervelli mi fanno capire che la scelta che sto facendo, anche se economicamente importante, ma non mi fa stare bene.

Nulla è come appare

Ed ecco che le persone si rivelano per quello che sono, ma quando sono sul palco e vendono motivazione, la loro unica motivazione diventa il conto in banca che aumenta ed i clienti che sono disposti a comprare il prodotto.

Se volete motivare realmente le persone, fategli toccare con mani la realtà, inseriteli in un contesto reale dove devono mettersi in discussione, offrite in azienda, non solo dei corsi motivazionali, ma anche percorsi dove ci si mette in discussione toccando con mano problematiche che non vediamo o che percepiamo in maniera errata.

Nulla è come appare

Per imparare ad andare oltre, dovremmo essere capaci di guardarci dentro, con grande coraggio e scoprire chi siamo. Fingere di essere altro, sapendo che quella finzione tocca le fragilità dei deboli, non è eticamente corretto.

Infotainer e mentalista

Conclusione: come nei colloqui di lavoro, consiglierei  agli HR delle aziende di non cercare solo personaggi straordinari che hanno cambiato il mondo, ma anche le persone normali che hanno reso eccezionale la loro vita con valori semplici, azioni concrete, silenziose e mirata al vero cambiamento, quello dentro noi stessi e non la proiezione dei successi solo ed unicamente economici, politici e finanziari.

Vi assicuro che trovarsi senza lavoro dall’oggi e domani e riprendere in mano la propria vita, è qualche cosa di molto, ma molto potente.

Abbiate fiducia in voi stessi e selezionate le storie legate ai cambiamenti, perchè il primo cambiamento dovrebbe partire dal coraggio di scoprire se stessi per poi, con raziocinio, donarlo al prossimo.

INFOTAINER GIANVITO

Un consulente che Informa Intrattenendo.

Nel caso di Gianvito, l’Infotainer aggiunge la metafora magica, l’arte del mentalismo per semplificare messaggi complessi e lasciarli sedimentare nella mente degli spettatori.

Infotainer Gianvito, per emozionare, stupire, comunicare, educare.

Vitaldent ho richiesto i servizi di consulenza artistica di Gianvito per il loro evento inizio anno a Milano, Anasf, nell’ambito di ConsulenTia18 a Roma, ha richiesto uno spettacolo specifico, dal titolo Finanza: realtà o illusione

PENSIERI

PENSIERI

E poi volano, e poi tornano,

rimangono, girano, ti osservano,

si nutrono del tuo spirito e navigano, navigano, navigano.

Si nutrono mentre osservi,

si divertono a cambiare,

altre volte si fermano a sedimentare, fanno spuntare sorrisi

fanno meditare.

Immobile, in cammino,

seduto sul divano, sul letto o davanti ad un camino,

accesso o spento che sia,

puoi riempirti di gioia, tristezza, o allegria.

Li vorrei controllare, ma non posso, non riesco,

sono liberi di andare e venire viaggiare e tornare

e non ci sono porte bloccate

che ti possono fermare.

Loro hanno le chiavi di accesso,

per ogni luogo del tuo corpo

per entrare, guardare, restare,

sedimentare e partire.

Loro sono liberi di cambiare la tua vita

e passare.

I pensieri, non sono mai quelli di oggi e domani,

sovente fanno un viaggio nel tempo

e nel mio cuore

tornano sempre a ieri.

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Amore e dolore

AMORE E DOLORE

A volte la gioia
passa attraverso il dolore e viceversa.
Provare dolore non vuol dire morire
vuol dire anche amare,
ma in questo mondo virtuale non c’è più spazio
per usare la parola dolore.
Se amore e dolore
sono ai due estremi
cosa realmente rimane,
li nel centro,
in quell’equilibrio
punto di arrivo
punto di mezzo
di tutto il resto della vita che scorre
che ci sbatte a destra e a sinistra.

Dolore non cercato,
quello delle parole che tolgono dignità,
dell’essere, dolore della violenza subita,
uno schiaffo, un pugno, una cinghiata o una bastonata,
una bugia subita e non capita
che costringe a vagare nel vuoto per anni
convinti di cose contrarie
che come radici ti tengono bloccate al terreno,
non pemettono di prendere il volo
fino a trovare risposta
e metterla a quiete e perdonare.

Amore, di cui non sappiamo nulla,
perchè viviamo amore consumato.
Amore sentito,
amore che da vita ad altro amore
che cresce e si sparge nel mondo senza alcuna direzione.
Pensiamo che l’amore sia dovuto,
pensiamo all’amore meritato,
regolato da leggi di stato che tutto insegna
ma non l’amore
perché alla fine l’amore di stato
toglie la vita a chi l’amore l’ha donato.
E allora rimane quell’altalena
dove si poggia la il pilastro della vita,
da una parte il dolore
dall’altra l’amore, e li al centro
in quel punto di equilibrio tra tutte le cose
alle quali nessuno di noi sa dare un nome,

il punto, interrogativo.

Alla ricerca continua
di felicità effimera e virtuale,
ci spingiamo da una parte all’altra.
Dovremmo fermarci, spogliarci di tutto
godere di quanto ci è stato donato
e allora solo allora, di quel dolore e amore
potremmo dare un significato.

Il mondo cambia se tu cambi

IL MONDO CAMBIA SE TU CAMBI

RIFLESSIONI DI VITA DI UN PRESTIGIATORE:

Mentre pianifico il mio lavoro, scrivo news letter, focalizzo la direzione, mi prendo ogni tanto dei minuti di pausa e guardo il mondo dalla mia finestra. Ci sono argomenti che lasciano basiti, che fanno riflettere: 1) La mamma che denuncia il figlio minorenne di possesso di stupefacenti e questo per la vergogna si suicida 2) Orge Gay con i soldi di Palazzo Chigi: Il direttore della UNAR, Spano, si dimette dopo il servizio delle Iene. La UNAR dovrebbe occuparsi di finanziare con i fondi pubblici  le associazioni culturali, peccato che alcune di esse facevano tutt’altro  con i soldi di noi contribuenti 3) Disabili dimenticati, Il problema dei disservizi per i disabili dove Piff si incazza con Miccichè, un altro di quei personaggi della politica Italiana sui quali ti fai mille domande e l’elenco è lungo, lunghissimo. mentalista illusionistaSi è perso il concetto di Res pubblica, del diritto di noi cittadini di essere tutelati da uno stato che invece, con grande arroganza, fa il comodo suo. Un Paese sano dovrebbe poggiare le sue fondamenta su cultura, sanità, famiglia e lavoro ed invece, al contrario, il tutto del nulla che avanza e arricchisce le tasche di pochi. Populismo? semplicistico? No, è tutto reale ma continuiamo a lamentarci senza fare nulla di concreto. Personalmente ho imparato che con il mio lavoro posso iniziare a far cambiare il pensiero delle persone, anche con piccoli messaggi, e se cambi il pensiero, se questo diventa riflessione, potresti cambiare anche l’atteggiamento delle persone.

mentalista illusionistaOgnuno dovrebbe farlo con la forza di un sorriso, di una parola gentile, con un’azione che non per forza si direziona nell’obiettivo di fottere il prossimo, magari, al contrario, di aiutarla e creare una sana intersezione. Il mondo cambia se tu cambi