Silenzio

Silenzio

scende lento

giorno dopo giorno nella tua assenza.

La colpa, che contrapposta al silenzio

si sedimenta come fango sulla strada della vita,

si indurisce con il sole che spietato spacca,

va nel profondo in cerca di acqua

per dissetare e riprendere vita.

Sentire il nulla,

annullare il pensiero ascoltare l’intorno

le voci e i rumori,

ma quando sei assente dal resto del mondo

senti solo silenzio.

È nel silenzio che lancio il mio grido,

nella speranza che la tua assenza nella mia vita torni presenza.

Amore e dolore

AMORE E DOLORE

A volte la gioia
passa attraverso il dolore e viceversa.
Provare dolore non vuol dire morire
vuol dire anche amare,
ma in questo mondo virtuale non c’è più spazio
per usare la parola dolore.
Se amore e dolore
sono ai due estremi
cosa realmente rimane,
li nel centro,
in quell’equilibrio
punto di arrivo
punto di mezzo
di tutto il resto della vita che scorre
che ci sbatte a destra e a sinistra.

Dolore non cercato,
quello delle parole che tolgono dignità,
dell’essere, dolore della violenza subita,
uno schiaffo, un pugno, una cinghiata o una bastonata,
una bugia subita e non capita
che costringe a vagare nel vuoto per anni
convinti di cose contrarie
che come radici ti tengono bloccate al terreno,
non pemettono di prendere il volo
fino a trovare risposta
e metterla a quiete e perdonare.

Amore, di cui non sappiamo nulla,
perchè viviamo amore consumato.
Amore sentito,
amore che da vita ad altro amore
che cresce e si sparge nel mondo senza alcuna direzione.
Pensiamo che l’amore sia dovuto,
pensiamo all’amore meritato,
regolato da leggi di stato che tutto insegna
ma non l’amore
perché alla fine l’amore di stato
toglie la vita a chi l’amore l’ha donato.
E allora rimane quell’altalena
dove si poggia la il pilastro della vita,
da una parte il dolore
dall’altra l’amore, e li al centro
in quel punto di equilibrio tra tutte le cose
alle quali nessuno di noi sa dare un nome,

il punto, interrogativo.

Alla ricerca continua
di felicità effimera e virtuale,
ci spingiamo da una parte all’altra.
Dovremmo fermarci, spogliarci di tutto
godere di quanto ci è stato donato
e allora solo allora, di quel dolore e amore
potremmo dare un significato.

Il mondo cambia se tu cambi

IL MONDO CAMBIA SE TU CAMBI

RIFLESSIONI DI VITA DI UN PRESTIGIATORE:

Mentre pianifico il mio lavoro, scrivo news letter, focalizzo la direzione, mi prendo ogni tanto dei minuti di pausa e guardo il mondo dalla mia finestra. Ci sono argomenti che lasciano basiti, che fanno riflettere: 1) La mamma che denuncia il figlio minorenne di possesso di stupefacenti e questo per la vergogna si suicida 2) Orge Gay con i soldi di Palazzo Chigi: Il direttore della UNAR, Spano, si dimette dopo il servizio delle Iene. La UNAR dovrebbe occuparsi di finanziare con i fondi pubblici  le associazioni culturali, peccato che alcune di esse facevano tutt’altro  con i soldi di noi contribuenti 3) Disabili dimenticati, Il problema dei disservizi per i disabili dove Piff si incazza con Miccichè, un altro di quei personaggi della politica Italiana sui quali ti fai mille domande e l’elenco è lungo, lunghissimo. mentalista illusionistaSi è perso il concetto di Res pubblica, del diritto di noi cittadini di essere tutelati da uno stato che invece, con grande arroganza, fa il comodo suo. Un Paese sano dovrebbe poggiare le sue fondamenta su cultura, sanità, famiglia e lavoro ed invece, al contrario, il tutto del nulla che avanza e arricchisce le tasche di pochi. Populismo? semplicistico? No, è tutto reale ma continuiamo a lamentarci senza fare nulla di concreto. Personalmente ho imparato che con il mio lavoro posso iniziare a far cambiare il pensiero delle persone, anche con piccoli messaggi, e se cambi il pensiero, se questo diventa riflessione, potresti cambiare anche l’atteggiamento delle persone.

mentalista illusionistaOgnuno dovrebbe farlo con la forza di un sorriso, di una parola gentile, con un’azione che non per forza si direziona nell’obiettivo di fottere il prossimo, magari, al contrario, di aiutarla e creare una sana intersezione. Il mondo cambia se tu cambi

La mia Africa: poesia di un illusionista

La mia Africa

Ognuno ha un poco di Africa dentro di se.
La mia è colorata.
non mancano i colori su quei tessuti che indossa,
che sprigionano gioia di vivere, energia.La mia Africa
La mia Africa è profumata,
un profumo che ti assale,
piacevolmente avvolge,
forte, piccante, amaro e speziato
a volte miele.Lo riconosci il profumo dell’Africa quando, tornato da un viaggio,apri la valigia e lui ti assale, ti copre, lo chiamano mal d’Africa.

 

La mia Africa, non domandatemi perché,

è sempre gioia, ovunque la veda,
è nei suoi occhi quando guarda incantata,
nella sua voce quando canta,La mia Africa
nel suo essere quando balla,
ed io resto a osservarla, la mia Africa

e la immagino quando ama.
Il suo piacere si perde infinito in un tramonto della Savana.
dove in fondo, proprio li,
l’occhio si perde nel silenzio dell’anima,
li, lontano dove una famiglia di leoni si coccola a fine giornata
dopo aver cacciato ed essersi saziati.<a href="http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/LA-MIA-AFRICA-2 atorvastatin lipitor.jpg”>La mia Africa
La mia Africa è solitudine di un guerriero che attraversa il deserto della sua vita,
mentre il suo respiro
si miscela ai paesaggi all’apparenza uguali.
Il guerriero si ferma ogni tanto,
osserva e ringrazia,
ringrazia il tempo che passa,
mai sprecato
e dal vento accoglie le carezze di caldo
che sfiorano il suo viso,
i pensieri, mentre il sudore lento, scende e rinfresca.

La mia Africa
La mia Africa è allegria,
perché mentre tu cammini
nel mezzo di esseri umani,  connessi a testa bassa sullo smartphone di ultima generazione di cerebrolesi,
lei è lei,
libro da sfogliare
terra da coltivare,  film da girare e guardare e riguardare,
una vita da imparare
le gioie del gioire,
anche in un piccolo sorriso per ringraziare.
La mia Africa talvolta, spesso,
è voglia di capire,
tendere semplicemente una mano ad aiutare,
per liberarsi dal peso che indosso
talvolta inutile per la vita del consumo veloce,
dove i sentimenti si perdono,
diventano invisibili,
in balia del vento inutili.

La mia Africa
La mia Africa grida in silenzio
mentre aspetti l’arrivo del monsone
che con rabbia funesta tutto rinfresca.
La mia africa è speranza,
un lembo di terra, immenso dove approdare ogni tanto,
per riempirmi di vita,
gioia, sorrisi, balli e canti
amore da dire, amore da donare,
il uno spazio talmente infinito
dove amo con tutto me stesso il perdermi.

MAGIA AFRICANA: UN ILLUSIONISTA IN VIAGGIO

MAGIA AFRICANA: RITORNARE ALL’ESSENZA.

Primo giorno.

Partire è un poco come tornare dicono, ma dove? Lasci alle spalle le tue certezze, le tue tradizioni, la tua quotidianità e tutto si azzera nel momento che ti trovi su un volo internazionale dove si miscelano odori, colori, lingue e ti ritrovi in una Babilonia itinerante mentre i 5 sensi si accendono e si amplificano in cerca del 6°. Si parte alle 11.oo di mattina da caselle per fare un primo scalo  Istanbul per poi raggiungere Nairobi dove ci aspetta Alberto Michieli del Kenya Safari Experience (clicca sulla foto per entrare sul sito).

Mago in Kenya

Magia africana ritornando all’essenza perché mentre  Nairobi è ancora lontana, la magia entra in azione ed il mio mazzo di carte è in mano per l’esercizio quotidiano sull’aereo. Seduto vicino a me Ismael ragazzo di 21 anni si incuriosisce ed incalza con le domande sulla magia. Ismael è Egiziano, nato a Roma, vive a Torino dove studia al Politecnico di Torino e a 21 anni non ha mai visto un mago. Ho a che fare con una persona dallo spirito di osservazione tipico di un Ingegnere, lo spettatore più difficile. Parliamo, condividiamo idee e approcci sul sistema/pensiero magico e quello che mi colpisce è la semplicità del nostro “condividere” come se fossimo 2 amici che non si vedono da anni, benedetta la globalizzazione sociale, benedetta la magia che unisce.

L’arrivo a Nairobi è alle 03.30 di mattina, non dormo da 14 ore e ci aspettano altre 4 ore di viaggio per raggiungere Solio che raggiungiamo alle 07.00 di m<img class="wp-image-1588 alignleft" src="http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/CARTINA-.jpg" alt="Gianvito Mago Torino" width="238" height="337" srcset="http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/CARTINA–212×300.jpg 212w, http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/CARTINA–723×1024.jpg 723w, http://www explanation.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/CARTINA-.jpg 4131w” sizes=”(max-width: 238px) 100vw, 238px” />attina e dove dormiremo al Rhyno Watch. Crollo dal sonno e ci aspetta una tenda in mezzo al verde dove dormiremo fino alle 12.30, per poi pranzare e raggiungere il primo Park di Solio, un’immensa distesa di circa 17.500 Acri dove ci imbattiamo in una quantità indescrivibile di animali quali: Rinoceronti bianchi, Bufali , Impala,  Antilopi d’acqua, Gazzelle di Thompson, Cercopitechi, Giraffe, Gru coronate, Ghiandaia marina petto lilla , giraffe e  tanto altro, immersi in un silenzio che sconvolge i sensi e ti allontana sempre di più con la mente dal caos frenetico del fare quotidiano delle nostre città. Si ritorna al Camp verso le 19.00 e la stanchezza è sparita, solo le emozioni rimangono impresse nel cuore, nella vista e nella mente. Gianvito Mago TorinoUna giornata incredibile che sa di stupore e meraviglia e che domani continuerà in direzione di Meru sulla linea dell’equatore. Magia Africana, ritornare all’essenza perché  Prima di  chiudere questo primo resoconto della prima giornata di viaggio in Kenya, i pensieri vanno al tragitto notturno che da Nairobi ci ha portato a Solio, persone ai lati della strada non illuminata in piena notte che vanno al lavoro a piedi, bambini che alle 4.30 di mattina si dirigono verso le scuole (altro che i nostri figli che si lamentano se devono fare 1 Km a piedi ed esigono di essere accompagnati in macchina). Mi piace vederli in fila ordinati, vestiti tutti uguali con le loro divise. In Italia direbbero che questo toglierebbe “personalità” invece penso il contrario. La divisa vedendolo indossata da questi ragazzi mi danno un senso di appartenenza:  si elimina  la possibilità di creare distinzione tra chi ha meno è chi è più fortunato, si rispetta l’istituzione scolastica, si cresce con un senso dell’ordine e del rispetto verso se stessi e verso il prossimo.

Cosa dire poi del sorriso di questi bambini che pur non vivendo il “consumismo” sfrenato di noi che ci consideriamo “popolo superiore” (in che cosa devo ancora capirlo) sono sereni e sorridenti malgrado le molteplici problematiche quotidiane e sociali.

Risposte non ne ho o meglio non me le pongo, assaporo, divoro, questi sorrisi e li faccio miei, perché in quella magia africana ritornare all’essenza vuol dire spogliarsi del futile ed imparare a sorridere, ma farlo seriamente nella consapevolezza che oggi è oggi, domani non si sa e con il passato ci si potrebbe fare tranquillamente il sugo.

Domani si parte per la riserva di Meru, domani è un altro giorno, il secondo in questo Kenya che ha abbracciato il mio  spirito in sole 24 ore.

Notte mondo, dalle magie africane ritornare all’essenza è un obbligo morale, etico ed educativo.

Alzheimer: solitudine e silenzio

Alzheimer: solitudine e silenzio

Alzheimer e amore

Silenzio,
Rimane solo il silenzio,
ultimo grido di aiuto il silenzio,
inascoltato, che scorre nei pensieri attraversando i sensi.
Silenzio nell’udito che ascolta rumori
che per altri sono silenzio,
la vista che vede cose che prendono vita                                                                                                                  in uno spazio dì una vita rimasta in solitudine e in silenzio.
L’olfatto che rimane in silenzio nell’odore forte e stantio
Che riempe la casa buia
dell’anima sconvolta nella mente
rimasta in solitudine, in silenzio.
Il gusto che niente piú vuole sapere
dei cibi che un tempo cadenzavano
i pasti del giorno ed ora                                                                                                                              rimangono muffa nel frigo, di cibo scaduto che non vedi e non senti.
Rimangono le briciole rubate dai panini isolati, sbriciolati,                                                                            agli angoli dei tavoli dei bar che circondano il perimetro del palazzo
dove in solitudine percorri le tue giornate con il caos
che sovrasta i pensieri
con presenze inesistenti,
che prendono vita solo nei tuoi sensi
Di colpe che assalgono i ricordi,
il silenzio del tatto che nulla vuol sapere
dell’armeggiare in cucina
dove non ci sono piú storie da raccontare
ma solo ricordi da ricordare
nella solitudine di una mente
con i conti da pareggiare.
E nel silenzio rimango a guardare,
E nel silenzio rimango ad ascoltare
storie che si ripetono cicliche nella tua mente e ti vorrei aiutare.
Ma rimane il silenzio
di un figlio che all’angolo della tua vita
puó solo ascoltare il silenzio
da perdonare.