Mago, prestigiatore, illusionista, mentalista: conosci la differenza?

Mago, prestigiatore, illusionista, mentalista: conosci la differenza?

Conosci la differenza tra la figura del Mago , del prestigiatore, dell’illusionista e del mentalista?
Il Mago  è colui che opera prevalentemente per un pubblico legato ai bambini, la capacità di mago comunicare attraverso la magia messaggi importanti educativi e di crescita è il primo compito di un mago professionista. Il gioco ci deve essere ma per il bambino quel gioco deve diventare una storia narrante dove si immedesima con la sua fantasia, per iniziare a capire

e comprendere alcune regole di vita e rispetto comune, ed entrare in quel mondo della fantasia dove tutto è possibile

Il prestigiatore invece lavora con un pubblico più adulto. E’ abile nell’arte della Micromagia ed il suo intrattenimento è in mezzo al suo pubblico, durante una cena, un cocktail party, un matrimonio o una festa privata e lavora con oggetti comuni mago Eventi aziendalidi uso quotidiano che davanti agli occhi degli spettatori, nelle loro mani, si trasformano in vera magia. Anche qui il prestigiatore professionista, forte delle basi sovente iniziate proprio con gli spettacoli per bambini, deve avere una grande dote di empatia per poter entrare a contatto con il proprio pubblico con discrezione ed eleganza. Il suo bagaglio artistico di intrattenimento deve essere estremamente  variegatomago ed in grado di utilizzare anche qui una ottima dialettica in grado di coinvolgere il pubblico adulto in un ulteriore viaggio della fantasia. Come diceva J. B. Shaw : “Le persone non smettono di giocare perchè invecchiano ma invecchiano perché smettono di giocare
L’illusionista lavora prevalentemente sul palco, coinvolge il pubblico ma anche no. Comunica emozioni dettate da una grande capacità di entrare in empatia con gli spettatori se è un illusionista dal taglio Magic comedy. Se invece esegue numeri di elevata “Manipolazione da scena” deve essere supportato da tutta una serie di caratteristiche tecniche, di luci, audio, palco, scene molto articolato per riuscire a trasmettere quel vero e proprio senso di IMPOSSIBILE che diventa POSSIBILE. Pensate ad un Copperfield che vola in teatro (video)  ad un Xavier Mortimer che trasforma la magia in vera poesia. (video) o anche ad una semplice corda che prende vita in mano a Walter Maffei. (video). Con classe ed eleganza per  trasportare il pubblico in un mondo realmente fantastico dove tutto è possibile e la magia si trasforma in vera poesia.

Ed infine il mentalista, colui in grado di leggere nella mente del proprio pubblico, (video) che riesce a giocare con le loro emozioni, le loro scelte miscelando tecniche sopraffini di psicologiaMago   con tecniche di comunicazione che permettono di giocare ad un livello molto più alto, quello delle suggestioni che lasciano di stucco qualsiasi pubblico. Emozioni profonde, personali che si trasformano in gioco per capire come funzionano i meccanismi della nostra mente, i nostri percorsi, il nostro vivere e decidere quotidiano, libero o indotto? E di colpo ci scopriamo fragili e ridiamo scoprendo cose di noi uniche.

Il Mago, il prestigiatore, l’illusionista, il mentalista

Per creare una diversa forma di intrattenimento?  anche mezzo per costruire e comunicare messaggi da veicolare nei diversi contesti dove si vuol dare valore ad un Brand ad una promozione, miscelando con sapienza sotterfugi psicologici con tecniche di comunicazione verbale e non.

I contesti? dal semplice cocktail party alla cena aziendale, all’evento dopo cena, al meeting aziendale fino agli eventi Trade & Corporate, le feste private e i matrimoni.

Con quali spettacoli?
Close up Mentalist show, Live Show dal taglio Magic comedy, Street Magic in contesti all’aperto o centri Commerciali e Piazze, fino a due spettacoli di mentalismo già confezionati o per ultimo, scrivendo “su misura”, uno spettacolo per la Reason why del cliente.

Ora che conosci un poco di più la differenza tra il Mago, il prestigiatore, l’illusionista ed il mentalista, focalizza come vuoi rendere unico il tuo evento, mira alla luna, anche se la manchi ti troverai in mezzo alle stelle.

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La mia Africa: poesia di un illusionista

La mia Africa

Ognuno ha un poco di Africa dentro di se.
La mia è colorata.
non mancano i colori su quei tessuti che indossa,
che sprigionano gioia di vivere, energia.La mia Africa
La mia Africa è profumata,
un profumo che ti assale,
piacevolmente avvolge,
forte, piccante, amaro e speziato
a volte miele.Lo riconosci il profumo dell’Africa quando, tornato da un viaggio,apri la valigia e lui ti assale, ti copre, lo chiamano mal d’Africa.

 

La mia Africa, non domandatemi perché,

è sempre gioia, ovunque la veda,
è nei suoi occhi quando guarda incantata,
nella sua voce quando canta,La mia Africa
nel suo essere quando balla,
ed io resto a osservarla, la mia Africa

e la immagino quando ama.
Il suo piacere si perde infinito in un tramonto della Savana.
dove in fondo, proprio li,
l’occhio si perde nel silenzio dell’anima,
li, lontano dove una famiglia di leoni si coccola a fine giornata
dopo aver cacciato ed essersi saziati.<a href="http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/LA-MIA-AFRICA-2 atorvastatin lipitor.jpg”>La mia Africa
La mia Africa è solitudine di un guerriero che attraversa il deserto della sua vita,
mentre il suo respiro
si miscela ai paesaggi all’apparenza uguali.
Il guerriero si ferma ogni tanto,
osserva e ringrazia,
ringrazia il tempo che passa,
mai sprecato
e dal vento accoglie le carezze di caldo
che sfiorano il suo viso,
i pensieri, mentre il sudore lento, scende e rinfresca.

La mia Africa
La mia Africa è allegria,
perché mentre tu cammini
nel mezzo di esseri umani,  connessi a testa bassa sullo smartphone di ultima generazione di cerebrolesi,
lei è lei,
libro da sfogliare
terra da coltivare,  film da girare e guardare e riguardare,
una vita da imparare
le gioie del gioire,
anche in un piccolo sorriso per ringraziare.
La mia Africa talvolta, spesso,
è voglia di capire,
tendere semplicemente una mano ad aiutare,
per liberarsi dal peso che indosso
talvolta inutile per la vita del consumo veloce,
dove i sentimenti si perdono,
diventano invisibili,
in balia del vento inutili.

La mia Africa
La mia Africa grida in silenzio
mentre aspetti l’arrivo del monsone
che con rabbia funesta tutto rinfresca.
La mia africa è speranza,
un lembo di terra, immenso dove approdare ogni tanto,
per riempirmi di vita,
gioia, sorrisi, balli e canti
amore da dire, amore da donare,
il uno spazio talmente infinito
dove amo con tutto me stesso il perdermi.

La magia silenziosa del Kenya, il viaggio continua

IL MAGO ILLUSIONISTA DI TORINO RACCONTA : QUANDO LA MAGIA E’ SILENZIO IN KENYA DIVENTA MUKIRI.

Come avevo previsto, nell’organizzare questo viaggio alla scoperta del Kenya e dopo aver dedicato i primi 6 giorni alla scoperta di alcuni dei più bei parchi nazionali alla ricerca di quelle emozioni legate alla natura, agli animali (ricordando purtroppo che molti sono in via d’estinzione per colpa della stupidità dell’uomo) ai paesaggi, il viaggio cambia di prospettiva e riparto da Nairobi unendomi ad un Tour organizzato dalla Missione della Consolata di Torino (VEDI LINK)
Il mago illusionista di Torino va alla scoperta di altre sfumature di questo bellissimo paese, sfumature legate purtroppo ad una linea di demarcazione che apre altre ferite dell’animo ma che crea un sottile filo di speranza.
Tutto inizia a Torino con un incontro con Padre Adolfo De Col, padre Missionario della Consolata che opera da più di 40 anni in Kenya e che negli ultimi 24 anni ha organizzato diversi Tour che sono: “…ben lontani dal tipici Safari, ma sono invece dei viaggi alla scoperta della vita, delle etnie, delle culture e della realtà missionaria del paese. Una presa di coscienza del ruolo e dell’impegno che ognuno di noi ha nel mondo”.

Non è un viaggio facile sopratutto quando come sempre la realtà nuda e cruda te la ritrovi sbattuta in faccia uscendo dagli alberghi perennemente blindati e controllati dalla polizia militare o da enti privati.
Bastano pochi km e ti ritrovi in una realtà parallela, assurda, contraddittoria, maleodorante, instabile, a tratti visibilmente e igienicamente primitiva, ma stranamente ricca di suoni, colori e sorrisi, gioia, che ti accolgono con quello sguardo di centinaia di bambini e con i loro genitori che ti aspettano con gli occhi pieni di speranza.

Mago Torino
Con la Missione della Consolata arrivano le magie.

Parto proprio dalla loro canzone che ti accoglie in maniera semplice ed immediata, una canzone in Swajili, il dialetto più diffuso in Kenya “Jambo Buana”. (Link you tube)
Il testo dice questo: “Ciao visitatore, come va?, Molto bene!, gli stranieri sono benvenuti nel nostro Kenya, nessun problema, il Kenya è un bel paese, non c’è problema, il Kenya è un paese meraviglioso, pieno di pace, dove non ci sono problemi”.

Il mago illusionista di Torino parte dal testo di questa canzone e vi incita ad ascoltarla osservando questa foto, perché questa è la prima contraddizione che noi “visitatori” dobbiamo affrontare con un nodo alla gola.
Mago Torino

Questa foto è stata scatta nello Slam di Nairobi, ai confini di quella realtà ricca di business, opportunità per pochi prescelti, grattacieli, alberghi extra lusso, SUV giapponesi che sono venduti con i navigatori in lingua Giapponese, con i vetri oscurati e tanto altro, macchine che scorrono per le strade delle principali città, in un mondo parallelo, un binario che scorre e che miete vittime innocenti lasciate ai margini senza alcuna azione di “recupero” da parte proprio di quella realtà che con un piccolo gesto potrebbe ma forse, penso, preferisce e non so per quale motivo, rimanere indifferente.

Eh si, perché se pensiamo al MOI,  Moi a Nairobimonumento eretto nel centro di Nairobi  costato milioni di dollari, le contraddizioni saltano agli occhi, qui in Africa, come in Brasile che con queste Olimpiadi ben lontane dallo spirito di Pierre de Coubertin, hanno arricchito pochi con opere edilizie rimaste in sospeso a discapito di milioni di poveri che sono diventati invisibili e tali rimarranno agli occhi del mondo.
Rimarranno solo scheletri di cemento che diventeranno nel prossimo futuro, centri di spaccio o dormitori per i senza tetto in tutte le città del mondo dove l’apparire in mondo visione è molto più importante del tendere la mano. Stiamo riempendo angoli di città nel mondo di mostri senza anima, ne abbiamo un esempio a Torino che dopo le Olimpiadi invernali non è riuscita a far quadrare i bilanci di opere rimaste inutilizzate. Peccato, sarebbero potute diventare centri di smistamento della cultura, dell’arte, dell’incontro e della condivisione.

Ma se le prossime Olimpiadi venissero dedicate alla fame nel mondo e tutti i proventi venissero destinati dove c’è bisogno di ricostruire partendo da quei 4 pilastri: cultura, sanità, scuola e famiglia, ? Molti di voi direbbero “UTOPIA” e a me appare una parola che sa di sconfitta.

Ma non i tutti i posti che visitiamo troviamo indifferenza. Molti dei missionari della consolata e molte suore che operano sul territorio da più di 60 anni, hanno creato strutture incredibili che accolgono i più deboli, i bisognosi di cure o di istruzione, che desiderano avere la possibilità di imparare un mestiere per rendersi autonomi ed in grado di sostenere una famiglia con dignità. Pare sempre più evidente che una delle prime missioni dell’ ”apparenza” umana sia quella di abbattere i pilastri di una società civile: Cultura, Sanità, Scuola, Famiglia, perché così facendo sistematicamente si sottomette una intera popolazione, che nel tempo, rimanendo nell’ignoranza, si accontenta e rimane ai margini.
6o anni fa questi missionari sono arrivate senza nulla, hanno abitato nel nulla e dal nulla hanno creato ospedali, centri di incontro, luoghi per imparare un mestiere e tanto altro.

I primi 5 giorni il mago illusionista di Torino visita il seminario di Langata e la Missione di Sagana per poi spostarmi in un’altra missione quella di Karima dove godiamo di una messa dove trovo un vero momento di comunione inteso come incontro della comunità, con canti che vengono dallo spirito, con i preti che fanno la messa in doppia lingua per ringraziarci della nostra presenza, dove l’offertorio è un momento vero, una testimonianza del significato del donare, dove tutti escono dalla chiesa per poi rientrare con beni di ogni genere e di prima necessità per tutti coloro che hanno bisogno. Il mago illusionista di Torino  vi assicura che coloro che donano non sono proprio il simbolo della ricchezza ma si stanno privando a loro volta dei loro beni per aiutare altri della comunità che hanno di meno, il cerchio della vita prende significato vero.

Peccato il senatore di turno accerchiato dalle sue guardie del corpo, che al termine della messa prende il microfono in mano e parla per 15 minuti (nel 2017 ci saranno le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica) per poi a conclusione del monologo prelevare dalla tasca una “mazzetta” di soldi e darla visibilmente al prete davanti a tutti, in un luogo sacro dove forse la vera carità andrebbe fatta silenziosamente e discretamente.
Ecco le contraddizioni che stonano, che non tornano e che mi fanno contorcere lo stomaco, ma passo oltre anche pensando che se lo avesse fatto un politico in un qualsiasi paese europeo, i giornali avverrebbero gridato allo scandalo.

Il mago illusionista  di Torino indossa il suo naso rosso e rimane in chiesa con i bambini chiesa.  Posso solo donare a loro la meraviglia di un sorriso ed il più bel regalo che ricevo in cambio è la loro gioia al termine dello show, (foto) i loro abbracci, la loro voglia di continuare a stupirsi. Padre Adolfo mi incita ad andare a mangiare, ma il mago illusionista  di Torino non ha fame, è sazio di quanto riceve e devo ammettere che è un ingordigia sana.

Mago Torino
Al di la di queste osservazioni personali tutte le missioni dove veniamo portati da Padre Adolfo de Col sanno veramente di impossibile. Entriamo in luoghi dove suore e preti, lontani dai poteri politici della Chiesa di Roma e del dio soldo rinchiuso nelle banca dello Ior, nelle azioni della Beretta e dagli scandali vari che Papa Francesco piano piano sta smantellando, hanno costruito negli anni opere che aiutano i dimenticati ma che sopratutto tutelano i bambini, unica fonte certa di un futuro sano.
Basti pensare che a Kiirua, suor Maria Pia,  (link) che vive li da più di 50 anni, oggi gestisce un orfanotrofio con più di 200 bambini ed un’ospedale dove ogni anno partoriscono circa 2000 donne. In questo ospedale non esistono figure professionali “fisse” ma solo medici che saltuariamente arrivano da paesi stranieri qualche mese all’anno per prestare la loro opera gratuitamente. In che mondo viviamo se non ci preoccupiamo di preservare la parte “sanitaria” di un essere umano che dovrebbe essere un diritto e non un favore a chiedere pregando, sperando in un miracolo caduto dall’alto?
Continuo il mio viaggio in questo paese ricco di energia soffocata e contraddizioni, un paese che non è molto lontano dalla nostra Italia dove ormai la classe intermedia sta sparendo e si sta creando sempre di più un divario tra ricco e povero.
Il mago illusionista  di Torino può solo prendere consapevolezza e condividere il suo pensiero; stando qui posso contribuire con padre Adolfo e le Missioni che visitiamo, con il mio sorriso, il mio naso rosso e la mia valigetta con le poche magie che potevo portare dall’Italia, ma che negli occhi dei bambini e forse nella loro mente, possono creare quel momento di stupore e meraviglia che li potrà aiutare a pensare che nulla è impossibile, tutto è realizzabile, basta volerlo, una piccola goccia gettata nell’oceano, ma che con altre milioni di gocce potrebbero creare un futuro migliore.

Ognuno di noi può contribuire nel proprio piccolo, ma ne parleremo al prossimo appuntamento.
Intanto ci fermiamo alla pompa di benzina per il rifornimento e vedo che il driver non paga con le banconote ma con il suo cellulare: qui usano “Empesa”, un applicazione che ti permette di caricare sul tuo cellulare un certo quantitativo di soldi e pagare tramite il suo utilizzo.
Siamo in Kenya, in Italia non abbiamo nulla del genere, siamo già paese del terzo mondo?
Sono le 19:00 di sera, stiamo tornando in Albergo, la strada è lunga, non esiste illuminazione, l’autista è concentrato, centinaia sono le buche da evitare. Passiamo davanti a piccoli paesini con le case in legno ai lati della strada dove si intravedono sulle finestre delle candele accese che illuminano con delicatezza storie di altre vite che hanno terminato il presente, perché domani è un altro giorno e tutto potrebbe accadere.
Il giorno dopo siamo nella zona del Meru e precisamente a Mukululu, nome apparentemente pastrano ma che ormai è diffuso in tutta la zona. Sapete perché? perché ci vive fratello Argese, l’uomo che ha incanalato le gocce d’acqua sulle foglie, (link con il video di approfondimento) un altro missionario che vive qui da 50 anni, e che con la sua terza media ha costruito 30 chiese e altrettante abitazioni per i missionari, ed ha creato, dalla raccolta dell’acqua pluviale da una foresta a 2500 metri, un bacino di acqua che oggi rifornisce, tramite un acquedotto che si estende per circa 380 km, migliaia di persone.

Argese il Missionario del Silenzio
E’ qualche cosa di veramente incredibile. Qui i locali lo chiamano affettuosamente “Mukiri”, uomo del silenzio. Eh si, questo uomo in silenzio ha realizzato qualche cosa di incredibile, è uno di quegli esempi di quando il dono è canalizzato e prende consapevolezza, lui l’ha fatto in silenzio, scalando una montagna di 2500 metri circondata da una foresta che ricorda l’Amazzonia.
Si è domandato: ma l’acqua frutto della condensa del mattino, quale itinerario segue? Ha scoperto che quella in superficie si raduna in una cascatella dalla quale ha fatto partire un tubo che incanala l’acqua alla missione di Turu che alberga 230 bambini poliomelitici, ritardati mentali e spastici i quali rischiavano di soffrire la sete in quanto i serbatoi che contenevano l’acqua piovana stavano per esaurirsi. Per risparmiare quest’acqua i bambini erano obbligati a lavarsi il volto con la rugiada del mattino depositata sul prato. In seconda battuta “Mukiri” si è domandato dove andava a sparire l’acqua che scompariva nel terreno. Ha quindi scavato centinaia di metri di gallerie in sezione. Dalle pareti delle gallerie scendeva dell’acqua impedita dallo stato impermeabile e veniva raccolta in un canaletto sottostante che faceva fluire l’acqua alla grande riserva. Walter Rolfo, con il suo progetto Masters Of Magic, dovrebbe inserirlo a pieno titolo nel suo spettacolo dove dimostra che nulla è impossibile. Per ora è tutto, ora siamo fermi a Masai Mara, altro luogo incredibile dove la natura ti lascia a bocca aperta.

Il prossimo appuntamento è alle porte di Nairobi dove mi aspetta la missione che si occupa del recupero dei ragazzi di strada e delle opere sanitarie realizzate in un altro Slam alle porte della città dove vivono confinati circa 800.000 persone.
Akuna Matata e Asante sana (non c’è problema e grazie per la lettura).

Diario di bordo di un Mago in Africa: Magia vera

L’OCCHIO OSSERVA QUELLO CHE È ESSENZIALE AL CUORE: IL VIAGGIO, MAGIA VERA

2ndo giorno: sono  pronto per partire  alle 05.30 della mattina per raggiungere la seconda tappa del viaggio, il Parco nazionale di Meru, dove George Adamson, uno dei padri fondatori della conservazione della fauna selvatica,   prima di essere ucciso dai Bracconieri,  ha condotto studi sui Leoni tanto da essere definito in Swaili “Baba ya Simba“, letteralmente “Padre dei leoni” .

Da Solio a Meru passeremo da 2400 metri di altitudine a 800 e percorreremo circa 200 km, una distanza per noi Europei relativamente breve, ma qui per diverse ragioni ci vorranno circa 4 ore e mezza (pause comprese), una magia vera.
Una delle cose che apprezzi di questo paese è la relatività del tempo, perché in Africa parlare del tempo è tempo perso e se pensi di arrivare qui con lo stress Europeo della comodità e dei viaggi relax, allora é meglio che resti a casa e ti affidi ad un Tour Operator che ti porti in luoghi dove tutto è All inclusive, ma torniamo a noi.
Per prima cosa il limite di velocità di 80 km. Dovete sapere che qui in Kenya tutte le vetture sono dotate di un sistema che ti impedisce di andare oltre. Certo, gli autoctoni hanno anche un sistema per ovviare al problema, peccato che la polizia qui non scherzi e se ti beccano superare i limiti le multe sono molto salate (5000 scellini per gli autoctoni che da noi sono 5 € e 50.000 scellini per i turisti, ragionate pensate che in Kenia uno stipendio medio è di 120€, una seconda magia vera).
Seconda cosa sono i “Bump”, dei dossi di cemento preceduti da 4 piccoli dossi che se presi sopra i 20km distruggerebbero l’albero motore di qualsiasi vettura.
Per ultimo ma non meno importante è che strada facendo il cemento ad un certo punto diventa una collezione di buche molto pericolose.
Da Solio a fino a Timaru la strada è ben asfaltata ed ai lati si può ammirare un paesaggio ricco di campi coltivati e serre, distese immense di colori accesi ed una fitta vegetazione. Da Timau in poi, girato l’angolo della strada principale per dirigersi verso Kirua e subito dopo Meru tutto cambia e non puoi fare altro che osservarlo questo contrasto di paesaggi, colori, persone, mezzi di trasporto.
La strada inizia a riempirsi di buche ed il tuo driver si trasforma in Alberto Tomba mentre il mezzo inizia a fare lo slalom sia per evitare le buche che i mezzi provenienti dalla parte opposta, se puoi pensare puoi farlo e qui la cosa che fai continuamente è evitare gli incidenti, una terza magia vera.
Si attraversano diverse località dove ai lati della strada le abitazioni e le attività commerciali diventano sempre più spartane e caoticamente distribuite. Le strade sono percorse da centinaia di moto “Bajaji” qui chiamate “Pic Pic”,  con a bordo spesso fino a 4 persone;  altre volte le vedi cariche di 6 taniche gialle (ognuna da 20 litri) che vengono utilizzate per il trasporto dell’acqua, altre volte legname, tessuti, caricate all’inverosimile.
Abbiamo appena superato un Bajai con una intera famiglia e subito dopo un altro con una struttura di ferro montata sul sedile posteriore che serve per trasportare una tanica di alluminio da 50 litri posta sul lato destro creando un equilibrio precario del mezzo.

Magia vera
Equilibri Kenioti

Penso: non sarebbero stato meglio due taniche da 25 litri poste da entrambe i lati? Mi rendo conto di essermi posto una domanda di troppo mentre osservo il mezzo che che si mantiene in equilibrio precario pendendo tutto dalla parte opposta, una quarta magia vera; mentre facciamo slalom gigante ed evitiamo il Bajaji sulla nostra corsia sinistra, allargandoci a destra (vi ricordo che qui la guida è a destra) rischiamo un frontale con un altro Bajai carico di foglie di palma che fuoriescono di 1 metro da ambo i lati; i brividi salgono sulla schiena mentre il driver trasformato in Alberto Tomba lo evita,  una quinta magia vera.

Intanto su ambo i lati della strada persone a piedi che al tuo passaggio ti salutano con un sorriso sincero, tutti indistintamente ti guardano sorridono, qui sorridono tutti, sorridono con gli occhi, un sorriso che spiazza, che ti tramortisce, un sorriso che vorrei vedere sul viso degli Europei, quegli Europei che hanno tutto e non basta mai, sempre alla ricerca del “materiale per apparire”, una tristezza che gli Europei talvolta curano andando dallo psicoterapeuta, una figura professionale che qui in Kenya non conoscono, questa è la sesta magia vera, quella che più mi piace.
Africa, terra di contrasti, colori accesi ed equilibri precari, gioia e allegria che nascondono quello che noi definiamo “povertà” perché quello che vedi è indiscutibilmente una realtà lontana dal nostro benessere, la povertà che ti accoglie sorridendo, salutando, osservandoti con quei visi ricchi di chi vive il presente, il passato è passato ed il futuro una incognita che non ha residenza, l’ultima magia vera.

MERU & SAMBURU INTERNATIONAL PARK: MAGIA VERA

Magia vera

Ci tengo a ribadire e a sottolineare che l’Africa non è un luogo dove ti puoi inventare un viaggio fai da te, affidatevi ad una guida professionale che organizzerá il miglior tour rispettando le vostre esigenze e aspettative, noi dopo diverse ricerche su Internet ci siamo affidati al Kenia Safari Explorer e alla perfetta organizzazione di Alberto Michieli,  Managing Director assieme al suo socio Jan Pierr Monti, due professionisti che hanno girato il mondo per 15 anni per poi viaggiare per altri 20 in Africa, (Botswana, Namibia, Uganda, Ruanda, Tanzania, Sudan, Sudafrica e Kenya). Hanno scelto di fermarsi in Kenya, come definiscono sulla loro brochure: ” uno dei paesi africani più ricchi sia in termini di biodiversità e natura, che per quanto riguarda le diverse specie di flora e fauna“.
La loro personale sfida è quella di proteggere il patrimonio culturale e Antropologico perché il viaggio diventi un momento di conoscenza, di comprensione e di rispetto del luogo che ci si appresta a conoscere.
Meru e Samburu sono le due tappe successive alla riserva di Solio. La differenza la cogli subito da due fattori: il primo è quello relativo all’altitudine perché passando da 2500 a 800 metri le temperature cambiano e secondo cambia il tipo di vegetazione che oserei definire più “Jurassica”.
Ed è in questo ambiente Jurassico che inizia la caccia grossa con la macchina foto alla ricerca dei “Big Five”:
Leone, Bufalo, Elefante, Rinoceronte e Leopardo.
4 giornate scandite da Safari che iniziano la mattina presto alle 06.30 fino alle 12.30.ed il pomeriggio, dopo un breve riposo, dalle 16.00 fino alle 18.30, orario di rientro nei Lodge recintati per evitare l’entrata di animali pericolosi.

Magia vera
Quando a poca distanza da te incontri animali in via di estinzione, la tua caccia grossa è solo e unicamente con i tuoi occhi, il tuo cuore e la tua mente

Sebbene la parola “estinzione” sia perennemente presente ogni volta che si incontra qualsiasi animale della Savana, riusciamo in 4 giorni a vivere emozioni che ti lasciano il riflettere sul perché di questo dramma creato dalla stupida avidità dell’uomo e questa non è magia, quanto di

La risposta è sempre la stessa: il Dio Denaro che tutto decide, che ti dà lo status sociale, che ti permette di calpestare la dignità di chi ha meno. Una zanna d’Avorio di elefante che pesa circa 200 kg, viene valuta sul mercato circa 40.000 dollari al kg, il conto è fatto, per uccidere un Leone ci sono persone che pagano fino a 60.000 dollari, mi fermo qui, ho la nausea.
La mia caccia è con gli occhi e purtroppo con il telefonino S4 Samsung visto che la macchina foto professionale si è rotta prima della partenza, ma nonostante ciò riesco a catturare degli incontri a breve distanza sia con i Big Five che con molteplici erbivori. Non catturo solo l’animale ma la sua eleganza, la sua bellezza nei momenti intimi della giornata, mentre mangia, dorme, attraversa la strada, mentre osserva o in gruppo fa la guardia e quindi capisci che è il capobranco.
Preferisco far parlare questo primo report che vi allego, nella speranza che anche voi possiate goderne la meraviglia e l’essenza, la settima ed ultima  vera magia.
Potete cliccare sul VIDEO REPORT che dura meno di 4 minuti, l’ho realizzato con un semplice telefonino, ma credo di essere riuscito a regalarvi dei momenti emozionanti.
Mentre mi dirigo al parco nazionale di Aberdare a caccia di nuove emozioni recintate in 388 km di rete elettrica vi saluto con l’anima il cuore e la mente e come dicono qui in Kenia: Asante Sana che vuol dire grazie, per la lettura e la pazienza.

MAGIA AFRICANA: UN ILLUSIONISTA IN VIAGGIO

MAGIA AFRICANA: RITORNARE ALL’ESSENZA.

Primo giorno.

Partire è un poco come tornare dicono, ma dove? Lasci alle spalle le tue certezze, le tue tradizioni, la tua quotidianità e tutto si azzera nel momento che ti trovi su un volo internazionale dove si miscelano odori, colori, lingue e ti ritrovi in una Babilonia itinerante mentre i 5 sensi si accendono e si amplificano in cerca del 6°. Si parte alle 11.oo di mattina da caselle per fare un primo scalo  Istanbul per poi raggiungere Nairobi dove ci aspetta Alberto Michieli del Kenya Safari Experience (clicca sulla foto per entrare sul sito).

Mago in Kenya

Magia africana ritornando all’essenza perché mentre  Nairobi è ancora lontana, la magia entra in azione ed il mio mazzo di carte è in mano per l’esercizio quotidiano sull’aereo. Seduto vicino a me Ismael ragazzo di 21 anni si incuriosisce ed incalza con le domande sulla magia. Ismael è Egiziano, nato a Roma, vive a Torino dove studia al Politecnico di Torino e a 21 anni non ha mai visto un mago. Ho a che fare con una persona dallo spirito di osservazione tipico di un Ingegnere, lo spettatore più difficile. Parliamo, condividiamo idee e approcci sul sistema/pensiero magico e quello che mi colpisce è la semplicità del nostro “condividere” come se fossimo 2 amici che non si vedono da anni, benedetta la globalizzazione sociale, benedetta la magia che unisce.

L’arrivo a Nairobi è alle 03.30 di mattina, non dormo da 14 ore e ci aspettano altre 4 ore di viaggio per raggiungere Solio che raggiungiamo alle 07.00 di m<img class="wp-image-1588 alignleft" src="http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/CARTINA-.jpg" alt="Gianvito Mago Torino" width="238" height="337" srcset="http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/CARTINA–212×300.jpg 212w, http://www.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/CARTINA–723×1024.jpg 723w, http://www explanation.vitosvito.it/wp-content/uploads/2016/08/CARTINA-.jpg 4131w” sizes=”(max-width: 238px) 100vw, 238px” />attina e dove dormiremo al Rhyno Watch. Crollo dal sonno e ci aspetta una tenda in mezzo al verde dove dormiremo fino alle 12.30, per poi pranzare e raggiungere il primo Park di Solio, un’immensa distesa di circa 17.500 Acri dove ci imbattiamo in una quantità indescrivibile di animali quali: Rinoceronti bianchi, Bufali , Impala,  Antilopi d’acqua, Gazzelle di Thompson, Cercopitechi, Giraffe, Gru coronate, Ghiandaia marina petto lilla , giraffe e  tanto altro, immersi in un silenzio che sconvolge i sensi e ti allontana sempre di più con la mente dal caos frenetico del fare quotidiano delle nostre città. Si ritorna al Camp verso le 19.00 e la stanchezza è sparita, solo le emozioni rimangono impresse nel cuore, nella vista e nella mente. Gianvito Mago TorinoUna giornata incredibile che sa di stupore e meraviglia e che domani continuerà in direzione di Meru sulla linea dell’equatore. Magia Africana, ritornare all’essenza perché  Prima di  chiudere questo primo resoconto della prima giornata di viaggio in Kenya, i pensieri vanno al tragitto notturno che da Nairobi ci ha portato a Solio, persone ai lati della strada non illuminata in piena notte che vanno al lavoro a piedi, bambini che alle 4.30 di mattina si dirigono verso le scuole (altro che i nostri figli che si lamentano se devono fare 1 Km a piedi ed esigono di essere accompagnati in macchina). Mi piace vederli in fila ordinati, vestiti tutti uguali con le loro divise. In Italia direbbero che questo toglierebbe “personalità” invece penso il contrario. La divisa vedendolo indossata da questi ragazzi mi danno un senso di appartenenza:  si elimina  la possibilità di creare distinzione tra chi ha meno è chi è più fortunato, si rispetta l’istituzione scolastica, si cresce con un senso dell’ordine e del rispetto verso se stessi e verso il prossimo.

Cosa dire poi del sorriso di questi bambini che pur non vivendo il “consumismo” sfrenato di noi che ci consideriamo “popolo superiore” (in che cosa devo ancora capirlo) sono sereni e sorridenti malgrado le molteplici problematiche quotidiane e sociali.

Risposte non ne ho o meglio non me le pongo, assaporo, divoro, questi sorrisi e li faccio miei, perché in quella magia africana ritornare all’essenza vuol dire spogliarsi del futile ed imparare a sorridere, ma farlo seriamente nella consapevolezza che oggi è oggi, domani non si sa e con il passato ci si potrebbe fare tranquillamente il sugo.

Domani si parte per la riserva di Meru, domani è un altro giorno, il secondo in questo Kenya che ha abbracciato il mio  spirito in sole 24 ore.

Notte mondo, dalle magie africane ritornare all’essenza è un obbligo morale, etico ed educativo.